Flop iniziale
Jonathan David è sbarcato a Torino dal Lille per 45 milioni di euro con l’obiettivo di formare una coppia letale con Dusan Vlahovic. Dopo tre mesi, il bilancio è deludente. Il canadese appare fuori fase: tocchi imprecisi, poca aggressività in area, difficoltà evidenti nell’adattarsi al ritmo e alla fisicità del calcio italiano. La squadra bianconera segna con il contagocce – 5 reti nelle ultime sei uscite, di cui solo due realizzate da attaccanti e su calcio di rigore – e David ne è il simbolo negativo. Lois Openda lo ha già scavalcato nelle gerarchie,ma la fiducia è ai minimi storici.
Spalletti non molla
Luciano Spalletti, arrivato da poche settimane, non intende arrendersi. Maestro nel valorizzare attaccanti in difficoltà – basti pensare a Osimhen e Mertens al Napoli – dedica a David sessioni di allenamento personalizzate: focus su movimenti senza palla, pressing alto, finalizzazione rapida. “È un investimento importante del club, ci sto lavorando con convinzione”, filtra da Continassa. Nel 4-3-3 fluido il tecnico lo vede come seconda punta o esterno alto, ruolo in cui il canadese ha brillato in Ligue 1. Colloqui individuali, video-analisi e prove tattiche mirano a sbloccare la testa del giocatore. Contro lo Sporting CP in Champions League potrebbe partire titolare: 90 minuti per dimostrare di valere la spesa e zittire le critiche. Un gol cambierebbe la narrazione.
Mercato in fermento
Il mercato è già in movimento. Chelsea, Tottenham e Bayern Monaco monitorano attentamente: un’offerta cash tra 40 e 50 milioni o uno scambio (si parla di Ian Maatsen dall’Aston Villa) tentano la Juve per evitare minusvalenze. Il contratto fino al 2029 dà potere alla Juventus, ma una cessione a gennaio non è fantascienza se il trend negativo persiste. La dirigenza frena: “David resta, puntiamo sul recupero con Spalletti”. Premier League e Bundesliga rappresentano tentazioni forti, ma il tecnico vuole tempo. Una prova convincente in Europa può blindarlo a Torino; altrimenti, l’addio diventa concreto.



