Un giudizio equilibrato
Lele Adani ha analizzato il lavoro di Igor Tudor alla Juventus con un mix di elogi e riflessioni critiche. “Nessun dubbio sulla sua conferma, ci avrei messo 3 secondi”, ha detto, lodando comunicazione, cuore e identità del tecnico croato, che ha dato alla squadra una mentalità mai doma, con 4 gol stagionali dai subentrati, come quello di Juan Cabal contro l’Atalanta. Tuttavia, Adani frena sull’aggettivo “eccezionale”: “È un superlativo forte, non ci siamo ancora”. Per l’ex difensore, la Juventus, seconda con 11 punti dopo il pareggio 1-1 con l’Atalanta, mostra progressi ma non perfezione, con Tudor che deve ancora tradurre il potenziale in risultati costanti, soprattutto in vista del Villarreal in Champions League.
Grandi idee, non solo grandi giocatori
Adani sottolinea un principio chiave: “Grandi idee portano risultati anche senza grandi giocatori”. La Juventus di Tudor, con 12 gol in 5 gare di Serie A, ha un attacco prolifico, guidato da Kenan Yildiz e Loïs Openda, ma una difesa fragile (8 gol subiti). Il tecnico croato ha instillato un’identità operaia, con subentrati come Dusan Vlahovic e Cabal decisivi, ma Adani invita a guardare il quadro complessivo. “La somma di grandi idee e grandi giocatori fa una grande squadra”, ha detto, suggerendo che Tudor deve affinare la sua visione tattica per colmare il gap con squadre come Napoli e Roma, che hanno superato i bianconeri in classifica. Il 3-4-2-1 di Tudor, con Yildiz e Adzic in trequarti, funziona, ma manca lucidità nelle scelte, come evidenziato da altri critici.
Prospettive per la Champions
Con il Villarreal all’orizzonte, Adani vede in Tudor un tecnico capace di far crescere la squadra, ma il percorso è in salita. La Juventus, reduce dal 4-4 col Dortmund, deve trovare equilibrio, soprattutto in difesa, con Gleison Bremer e Khephren Thuram recuperati. Adani apprezza l’impatto dei cambi, con Cabal che ha salvato il risultato contro l’Atalanta, ma chiede di più: “La Juve non muore mai, ma serve concretezza”. La trasferta spagnola sarà un test per dimostrare che le idee di Tudor possono portare risultati anche senza una rosa stellare. La squadra, con il ritorno di Francisco Conceição, ha le carte per sorprendere, ma Adani invita a non accontentarsi: “Il lavoro è da 10, ma il superlativo eccezionale è lontano”.



