Il pareggio per 2-2 contro la Lazio (8 febbraio 2026, Allianz Stadium) ha lasciato la Juventus con un punto guadagnato ma tanta amarezza per le occasioni sprecate. La gara, ha messo in evidenza i progressi tattici di Luciano Spalletti ma anche i limiti cronici del reparto offensivo bianconero
Nonostante il dominio, la Juventus ha convertito solo 2 occasioni su 8 da gol potenziale. David ha lavorato tanto ma è mancato nei duelli aerei e nei movimenti in area; Openda è rimasto in panchina per tutta la gara. Vlahovic, entrato al 58’, ha segnato il 2-2 di testa su cross di Cambiaso (primo gol post-infortunio) ma ha avuto poche altre chance. Spalletti in conferenza ha sintetizzato: “Creiamo, corriamo, meritiamo di più, ma senza un centravanti che la butti dentro con cattiveria restiamo vulnerabili”
La Juventus di Spalletti è cresciuta in identità e volume di gioco, ma paga ancora la mancanza di un finalizzatore puro. Il 4-2-3-1 funziona quando c’è transizione veloce e inserimenti (McKennie e Yildiz decisivi), ma contro squadre chiuse o ciniche come la Lazio serve maggiore freddezza. Il pareggio tiene la Juventus quartai, ma il tour de force continua: Inter a San Siro il 14 febbraio sarà il vero banco di prova. Spalletti ha dimostrato di saper costruire partite dominate, ma senza un bomber da area piccola il rischio è di raccogliere meno di quanto seminato. L’estate 2026 sarà decisiva per colmare questo vuoto.


