Bilancio Juventus: la giustizia ordinaria archivia l’ultimo filone dell’inchiesta Prisma
Si chiude definitivamente, e nel silenzio generale, uno degli ultimi capitoli giudiziari ordinari che hanno tormentato la Juventus negli ultimi anni. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha infatti disposto l’archiviazione del procedimento legato al filone d’indagine sul bilancio del club bianconero chiuso al 30 giugno 2022. Questo specifico fascicolo rappresentava uno sviluppo della ben nota inchiesta “Prisma”, nata nel 2021 a Torino e successivamente trasferita per competenza nella Capitale. La decisione del GIP accoglie la richiesta che era stata avanzata dalla Procura capitolina nell’ottobre del 2025, mettendo la parola fine a una vicenda che sul piano penale non vedeva la società Juventus indagata come soggetto giuridico, bensì si concentrava su alcuni suoi ex dirigenti e rappresentanti aziendali.
Un saga giudiziaria grottesca
La notizia di questa indagine suppletiva era trapelata pubblicamente il 6 dicembre 2023, quando la società piemontese aveva comunicato al mercato di aver ricevuto una richiesta di acquisizione documentale per il bilancio del 2022. I temi al centro delle verifiche degli inquirenti ricalcavano i filoni già battuti nell’indagine principale, focalizzandosi in particolare sulle operazioni che collegavano le plusvalenze e alle manovre stipendi dei calciatori. La stessa Juventus ha voluto formalizzare la chiusura della vicenda attraverso una nota ufficiale, sottolineando di aver appreso il provvedimento del GIP di Roma che cancella le ultime ombre residue relative a quell’esercizio finanziario, un dettaglio che la società aveva già parzialmente anticipato nella relazione semestrale al 31 dicembre 2025.
“L’archiviazione della giustizia ordinaria arriva dopo che le vicende avevano già pesantemente scosso e sanzionato l’intero ecosistema bianconero sul fronte sportivo. Nel 2023, infatti, la giustizia calcistica aveva brutalizzato il club con una penalizzazione di 10 punti in classifica nel campionato di Serie A e la conseguente esclusione dalle coppe europee che la UEFA aveva inflitto.”
Quella stagione si era rivelata devastante per la squadra, che doveva inseguire i risultati sul campo mentre sentenze e rimodulazioni delle classifiche la colpivano periodicamente. Sebbene l’inchiesta principale avesse poi portato al patteggiamento a Roma di figure chiave della vecchia dirigenza come Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Fabio Paratici, questo ultimo verdetto del Tribunale scrive la parola fine a un’era di aule e tribunali, restituendo la scena esclusivamente al calcio che si gioca sul campo.



