Il problema oltre l’allenatore
Fabrizio Biasin, in un editoriale per TMW del 29 ottobre 2025, analizza l’arrivo di Luciano Spalletti alla Juventus dopo l’esonero di Igor Tudor: “Tudor è stato silurato e lo capisce chiunque che il problema forse era anche lui ma di sicuro non può essere solo lui”. Biasin sottolinea la storia recente bianconera: “Troppi allenatori cannibalizzati” e un miliardo bruciato negli ultimi otto anni. La dirigenza, con Damien Comolli, ha scelto Spalletti per rilanciare, ma l’esperto giornalista avverte: “Al netto del sostituto – Spallettone è sempre una buona scelta – bisogna in qualche modo trovare una soluzione a livello gestionale”. La mancanza di un ds stabile e una struttura solida è il vero nodo, con il club che rischia di continuare a cambiare senza basi.
Spalletti, una garanzia
Spalletti, con lo scudetto al Napoli e l’esperienza in nazionale, è visto come la scelta ideale per creare identità e gruppo. Biasin lo elogia: “È sempre una buona scelta”, per il suo carisma e la capacità di gestire spogliatoi complessi. L’ex ct porterà probabilmente un 4-3-3 fluido, valorizzando Yildiz e Vlahovic. L’accordo è chiuso, con firme attese dopo l’Udinese, dove Brambilla siederà ad interim. Spalletti potrebbe debuttare sabato contro la Cremonese, con lo staff pronto e Molina come primo rinforzo a gennaio. La sua presenza allo Stadium stasera per Udinese-Juventus è un segnale: vuole entrare subito nel clima.
Fondamenta per il futuro
Biasin paragona la Juventus a un “attico bello ma senza solide fondamenta”: “Può essere bello quanto vuoi, ma senza fondamenta è destinato a durare come il famoso gatto che zampetta lungo la famosa tangenziale”. Serve stabilità gestionale: Comolli deve definire ruoli, con un ds promesso e non arrivato. La squadra, in crisi con otto partite senza vittorie, ha bisogno di un progetto a lungo termine



