Accelerata decisiva e il blitz a Oslo per Sørloth
La Juventus ha rotto gli indugi e ha impresso un’accelerazione fulminea nella corsa ad Alexander Sørloth. Secondo quanto rivelato da Gianluca Di Marzio, la scorsa settimana è andato in scena un vero e proprio blitz della dirigenza bianconera a Oslo per incontrare direttamente l’entourage del centravanti norvegese. L’operazione ha incassato il totale via libera tecnico di Luciano Spalletti, che vede nell’attaccante dell’Atlético Madrid il profilo ideale per dare peso, centimetri e gol al reparto avanzato. I contatti ravvicinati hanno dato esito positivo, ponendo le basi per una trattativa che sta rapidamente entrando nella sua fase più calda e concreta.
Sostenibilità economica e apertura dei colchoneros
A rendere l’affare Sørloth particolarmente attraente per le strategie della Continassa sono i costi complessivi dell’operazione, perfettamente in linea con il nuovo corso societario. L’ingaggio del calciatore si attesta infatti intorno ai 3 milioni di euro netti a stagione, una cifra considerata assolutamente sostenibile e virtuosa da Comolli rispetto ai pesanti stipendi del recente passato. Inoltre, l’Atlético Madrid si è dimostrato apertamente disposto a trattare la cessione del giocatore, non opponendo veti alla sua partenza. Questa combinazione di fattori economici favorevoli e aperture bilaterali sta spianando la strada al club bianconero per una chiusura in tempi brevi.
Il sogno del doppio colpo stellare
Il dettaglio più intrigante dell’intera vicenda di mercato riguarda però lo scenario complessivo del reparto offensivo della Juventus. L’arrivo ormai imminente del gigante norvegese non esclude infatti la pista parallela che porta a Randal Kolo Muani. La dirigenza sta lavorando con l’ambiziosa idea di regalare a Spalletti entrambi i profili, ridisegnando completamente l’attacco dopo gli scossoni legati a Vlahovic e Openda. Assicurarsi sia la fisicità di Sørloth che la velocità del francese garantirebbe alla Juventus una straordinaria varietà di soluzioni tattiche, trasformando il reparto arretrato degli avversari in un costante rebus.


