Mattia Perin resta alla Juventus. Nonostante l’accordo totale raggiunto tra il portiere e il Genoa – club che lo ha lanciato e dove avrebbe voluto chiudere la carriera da titolare – la dirigenza bianconera ha detto no alla cessione a gennaio, comunicando ufficialmente ai liguri l’impossibilità di liberarlo in questa sessione.
I motivi sono chiari e strategici. Perin non è solo un vice affidabile di Michele Di Gregorio: è un leader silenzioso nello spogliatoio, un “senatore” con carisma e esperienza che Spalletti considera essenziale in una rosa giovane e in crescita. Il tecnico lo ha definito un “influencer positivo”, capace di guidare i compagni anche dalla panchina, qualità preziosa in un gruppo che sta trovando identità e continuità.
A questo si aggiungono vincoli pratici: con le sfide decisive in Champions League contro Benfica e Monaco in programma a fine gennaio, cedere il secondo portiere creerebbe problemi nelle liste UEFA. Senza Perin, la Juventus rischierebbe di avere solo Di Gregorio disponibile per le coppe, un rischio troppo alto in una fase delicata della stagione. Trovare un sostituto all’altezza nel mercato invernale, inoltre, si rivelerebbe complicato e costoso Perin, dal canto suo, aveva manifestato apertura al ritorno al Genoa per motivi sentimentali e per giocare con continuità, ma ha accettato la decisione del club con professionalità. La trattativa potrebbe riaprirsi in estate, quando i tempi saranno più maturi per un addio sereno.



