Spalletti e l’esonero dalla nazionale
Buffon si è espresso in un intervista a Tuttosport sull’addio di Luciano Spalletti dalla Nazionale: “L’unica cosa che non ha funzionato e nella quale la squadra non si è espressa bene secondo me è stata all’Europeo, fin lì c’erano state risposte buone, anche nella sfida con l’Ucraina. Qualcosina all’Europeo da rivedere probabilmente c’era, ma lui questo lo riconosce. Poi si è ripartiti con uno spirito nuovo e secondo me Spalletti ha fatto un anno giustissimo, da tutti i punti di vista. Secondo me l’epilogo è stato frutto esclusivamente di una sfortuna nel calendario. La prima partita è stata come una finale, che vale tutto, contro una delle squadre più in forma d’Europa. Con 5 giocatori che arrivavano da 5 ‘sveglie’ della finale di CSpallhampions di tre giorni prima, poi con 2-3 assenti. La perdi in modo rovinoso, ma avevi veramente poche armi. Essendo così delicata ed avendola persa in quel modo, penso che abbia giocato un ruolo importante“. Alti e bassi quindi: bene le qualificazioni all’Europeo e la Nations League, male l’Europeo e l’esordio nelle qualificazioni al Mondiale, che ha compromesso il primo posto nel girone.
Sull’esonero di Tudor e l’arrivo di Spalletti
Si è poi parlato dell’esonero di Tudor. Secondo Buffon, la Vecchia Signora “era partita bene, non si sa quanto convinta del progetto. La scelta dell’esonero fatta qualche giorno fa ed il momento in cui è stata fatta, fanno pensare che non ci fosse tutta questa convinzione inizialmente“. Come se la caverà Spalletti? “Sei andato a mettere la toppa migliore che ci fosse: la scelta di Luciano può garantire al popolo juventino una serie di risultati che tifosi e società stanno attendendo. Mi dispiace solo per una cosa: uno come lui mi sarebbe piaciuto vederlo dall’inizio della stagione, con la preparazione, la scelta di alcuni giocatori. A quel punto la Juve poteva essere competitiva fino alla fine, poi non so se vincendo o meno“, ha detto l’ex portiere bianconero..
Buffon ipotizza che l’esonero di Tudor sia avvenuto per “qualche problema di empatia con la dirigenza. Leggendo i giornali sembra sia venuto fuori quello. La verità poi la sa solo chi è dentro. Parlo dell’empatia con i dirigenti. Vedendo le ultime 2-3 interviste che ha fatto… penso a quella dopo il Como. Lì un giornalista che sente questa cosa non può non fare la domanda successiva su quello, invece non hanno colto evidentemente. Ho pensato: “se fossi un giiornalista qui ci sguazzo”, invece non hanno colto“. Sul nuovo ciclo della Juve: “Secondo me è un periodo di difficoltà perché fisiologicamente dopo un percorso di grandi vittorie per 10 anni serva tempo. Bisogna trovare le persone giuste nei dirigenti, nell’allenatore e nei giocatori. Lo abbiamo vissuto anche noi a cavallo fra il 2009 ed il 2011“, ha spiegato.
Su Allegri
Perché su Allegri la Juventus ha avuto più fiducia? “Probabilmente per il curriculum e il passato che ha avuto dava certe garanzie sul fatto di arrivare all’obiettivo, anche se minimo“, ha detto Buffon in merito al suo ex allenatore, oggi al Milan, sul quale spende sempre parole al miele: “Se un giorno diventassi dirigente, vorrei lui come allenatore. Ma vi dico questo: ci sono allenatori che ti piacciono di più ed altri di meno. Ma secondo me esistono allenatori più funzionali ad un certo club e ad un certo periodo storico, rispetto ad altri che possono sembrare migliori. L’allenatore più bravo non significa che sia il migliore in un certo momento. Cassano ha una stima limitata in Allegri, ma in questo momento non c’era tecnico migliore per il Milan. Ora sembra una società ordinata, non vengono più fuori interviste in un certo modo da giocatori, dirigenti, tutto si muove in una linea funzionale ai risultati: questo va riconosciuto ad Allegri, che ha portato un modo di ragionare e stare nel gruppo che magari ha implementato negli anni con la sua esperienza. Poi ditemi quanti allenatori hanno l’onestà di riconoscere la superiorità della Roma nei primi 35 minuti come fatto da lui”
La ferocia di Antonio Conte
In Antonio Conte “è rimasta inalterata la ferocia di arrivare al risultato e la capacità di trasferirla alla squadra. In più ha avuto un’evoluzione tattica perché riesce a giocare in modi e con moduli diversi a seconda delle situazioni e spesso azzecca le mosse“, sottolinea Buffon, che poi ha ricordato l’arrivo del tecnico pugliese sulla panchina della Juve nel 2011: “Ha avuto un impatto devastante per quello che ti trasferiva. La capacità di far aderire tutti al suo credo e ai suoi obiettivi non l’ho mai vista a nessuno. Riesce a trasferire i concetti in maniera netta“. Infine una battuta con Cassano, che è tornato sul gol di Muntari in quel famoso Milan-Juve: “Te ti ricordi chi arbitrava, io invece non mi ricordo mai chi era l’arbitro. Mi ricordo solo Oliver“, ha detto Buffon scherzando.



