Alfredo Pedullà e Mirko di Natale hanno fatto il punto sulla situazione dirigenziale in casa bianconera con le prime mosse di Carnevali.
La nuova Juventus: rivoluzione dirigenziale
La Juventus entra ufficialmente nella fase di riorganizzazione strutturale. Con l’ingresso operativo di Giovanni Carnevali previsto per lunedì 15 giugno, il club bianconero accelera i tempi per definire l’assetto dirigenziale che dovrà guidare il rilancio dopo una stagione al di sotto delle aspettative.
Il nodo principale da sciogliere riguarda la direzione sportiva. Matteo Tognozzi è il profilo che gode di maggiore gradimento tra i vertici societari, rappresentando un ritorno in bianconero che la piazza e la dirigenza accoglierebbero con favore. Tuttavia, la trattativa è una corsa contro il tempo: la Juventus deve chiudere entro mercoledì, dato che il dirigente ha già un accordo di massima con il Nottingham Forest di Evangelos Marinakis. Parallelamente, la società sta valutando il futuro di altri quadri tecnici, tra cui le posizioni di Burgess e Silverstone, anch’esse sotto analisi in una fase di profondo rinnovamento dell’organigramma sportivo.
L’anno zero bianconero
Questo “anno zero” bianconero, che sancisce l’addio di Damien Comolli dopo la deludente gestione del mercato e il sesto posto in classifica, pone Carnevali di fronte alla necessità di decisioni rapide e incisive. Il nuovo AD, in costante contatto con Luciano Spalletti, dovrà bilanciare la necessità di costruire una rosa competitiva con il rigore finanziario richiesto dalla proprietà, iniziando proprio dalla scelta definitiva del nuovo direttore sportivo tra le alternative sul tavolo.
La nuova era
La Juventus ha ufficializzato un cambio di assetto al vertice dell’area operativa e societaria. Il club ha scelto Giovanni Carnevali per il ruolo di Amministratore Delegato. Questa decisione riflette la volontà di puntare su un manager di grande esperienza nazionale. Carnevali saprà coniugare competenze gestionali, visione strategica e profonda conoscenza del settore. Inoltre, l’operazione colma un vuoto di rappresentanza esecutiva che, negli ultimi anni, aveva frammentato le deleghe operative. Di conseguenza, sarà possibile distinguere nettamente le mansioni tecniche, affidate alla direzione sportiva, da quelle di indirizzo strategico e gestione societaria.



