La Juventus pianifica con realismo un’estate 2026 di riorganizzazione profonda, con diverse cessioni in agenda per generare tesoreria e alleggerire il bilancio, in attesa di capire se arriverà la qualificazione in Champions League – fattore decisivo per il budget e l’ambizione del mercato. La dirigenza (Comolli e Chiellini) lavora già su uscite mirate, mentre Spalletti insiste per un attacco rivoluzionato e una porta affidabile.
In uscita, Lois Openda è il caso più spinoso: arrivato in prestito dall’RB Leipzig con obbligo di riscatto (scattato per il posizionamento in top-10, circa 43-44 milioni di euro più bonus), il belga ha deluso pesantemente (pochi gol, impatto marginale). Fuori dai piani di Spalletti, la Juventus cercherà di cederlo subito dopo il riscatto forzato, ma con rischio di minusvalenza pesante (valutazione attuale bassa). Simile destino per Teun Koopmeiners, grande delusione degli ultimi due anni (investimento da oltre 60 milioni): destinato alla cessione se arriva un’offerta seria (base fissata intorno ai 30 milioni), con Roma in pole per riunirlo a Gasperini. Altre probabili partenze: Edon Zhegrova (flop estivo 2025, interesse Everton), Jonathan David (deludente, possibile riserva o addio), Michele Di Gregorio (certo addio dalla porta per errori recenti) e Alex Perin (probabile uscita). Anche Andrea Cambiaso potrebbe essere sacrificato per fare cassa se arriva un’offerta Premier.


