Juventus: il malcontento di Chiellini e la crisi organizzativa del club
Giorgio Chiellini, Director of Football Strategy della Juventus, sembra vivere un momento di tensione. Fonti vicine all’ex capitano parlano di un malcontento legato al suo ruolo, percepito come marginale rispetto alle questioni tecniche. A dirlo è Francesco Oppini, in un intervista a RBN i cui contnuti sono stati ripresi su Youtube. Nonostante la promozione annunciata a giugno 2025, con Chiellini chiamato a lavorare a stretto contatto con il nuovo Direttore Generale Damien Comolli, il toscano sembra deluso dalla mancanza di un coinvolgimento diretto nelle dinamiche di campo. Comolli, nella sua recente conferenza stampa, è stato chiaro: Chiellini si occuperà di politica sportiva e marketing, non di aspetti tecnici. Questa divisione di compiti potrebbe aver alimentato il disagio dell’ex difensore, che non vuole essere solo un uomo immagine. Alcuni rumors parlano addirittura di possibili dimissioni, anche se la situazione potrebbe risolversi come una crisi passeggera. La chiarezza sui ruoli, tuttavia, resta fondamentale per una società come la Juventus.
Il mancato arrivo di Conte
Il malcontento di Chiellini sembra legato anche al mancato arrivo di Antonio Conte, con cui avrebbe dovuto essere il ponte tra squadra e dirigenza. La trattativa per il ritorno dell’allenatore salentino, gestita proprio da Chiellini, è sfumata all’ultimo, lasciando l’ex capitano in una posizione indebolita. Questo fallimento ha ridimensionato il suo ruolo centrale nel progetto bianconero, alimentando le voci di insoddisfazione. La Juventus, tuttavia, non può permettersi di perdere una figura come Chiellini, simbolo di juventinità e garante dei valori del club. La sua leadership, come dimostrato nel 2015 durante una crisi simile, potrebbe essere cruciale per ricompattare l’ambiente. Tuttavia, la società deve affrontare un problema più ampio: la struttura iper-verticale, con Comolli come “uomo al comando”, rischia di sovraccaricare una singola figura, proprio come in passato si è rivelato insostenibile.
un preoccupante ritardo organizzativo
A preoccupare è il ritardo organizzativo. A due settimane dal ritiro, mancano figure chiave: direttore tecnico, direttore sportivo, preparatore atletico e capo scout. Queste carenze, in un club come la Juventus, sono un segnale allarmante. Comolli, pur esperto, non può gestire tutto da solo. La struttura orizzontale, ispirata a modelli moderni, sembra lontana, e il rischio di un “one man show” è concreto. La Juventus deve accelerare nella costruzione di uno staff completo per evitare che il caos dirigenziale comprometta la stagione. Chiellini, con la sua esperienza e il suo carisma, potrebbe essere la chiave per colmare queste lacune, ma solo se gli verrà dato un ruolo più incisivo.



