La trattativa per il ritorno di Federico Chiesa alla Juventus si è complicata nelle ultime ore del 15 gennaio 2026. Il Liverpool, dopo aver valutato positivamente la nuova formula proposta dai bianconeri (prestito con obbligo di riscatto automatico legato alla qualificazione in Champions League 2026/27), ha alzato repentinamente la posta economica: la richiesta attuale è di 18 milioni di euro complessivi (tra prestito oneroso e obbligo di riscatto), una cifra nettamente superiore ai 12-14 milioni che la Continassa aveva preventivato.
I Reds, consapevoli del forte desiderio del giocatore di tornare a Torino (Chiesa è disposto a ridursi l’ingaggio da 5-6 milioni netti a circa 3,5-4 milioni più bonus), spingono per massimizzare l’incasso immediato. Arne Slot considera Chiesa un elemento utile per le rotazioni, ma con Mohamed Salah rientrato dalla Coppa d’Africa e l’attacco che gira, è pronto a cederlo solo a un prezzo alto. Il club inglese non vuole accontentarsi di un’operazione low-cost, sfruttando la scadenza del contratto di Chiesa nel 2027 per mantenere il potere negoziale.
La Juventus, dal canto suo, non intende superare i 15 milioni totali (prestito oneroso da 4-5 milioni + obbligo intorno ai 10-11 milioni). Damien Comolli e Giorgio Chiellini stanno cercando di mediare, proponendo bonus aggiuntivi legati a gol, assist e trofei vinti, ma il Liverpool resta fermo sulla richiesta da 18 milioni. La volontà del giocatore resta il fattore decisivo: Federico ha comunicato chiaramente agli intermediari di voler forzare la mano, pronto a non rinnovare e a lasciare gratis in estate se non si trovasse un accordo a gennaio.



