Con l’ufficializzazione del rinnovo-record di Kenan Yildiz fino al 2030 (opzione 2031, stipendio netto a 6 milioni più bonus fedeltà da 6,5 milioni), la Juventus ha chiuso un capitolo fondamentale per il futuro. Il talento turco, elogiato dall’AD Damien Comolli come “un campione vero, una vera stella con costanza, ambizione e senso di responsabilità”, diventa il pilastro intorno a cui costruire il ciclo bianconero. Ma il club non si ferma: ora deve gestire situazioni contrattuali diverse e complesse, per evitare perdite a parametro zero e mantenere equilibrio nella rosa e nello spogliatoio
La prima è la più definita e dolorosa: Dusan Vlahovic. Il contratto del serbo scade a giugno 2026 e la trattativa per il rinnovo è in un vicolo cieco. Lo stipendio attuale da 12 milioni netti annui resta insostenibile per le casse juventine, e non ci sono più margini per un accordo. La Juventus ha accettato di far passare la stagione in corso senza forzature, rimandando ogni discorso a fine campionato, ma l’addio a parametro zero appare inevitabile. Vlahovic, rientrato da poco dall’infortunio all’adduttore, resta il riferimento in attacco, ma il suo futuro sembra lontano da Torino, con Premier League e altri top club in agguato
La seconda situazione è quella di Weston McKennie, il cui contratto scade anch’esso al 30 giugno 2026. Qui la volontà della Juve è ferrea: non perdere l’americano a zero. McKennie è diventato fondamentale negli schemi di Luciano Spalletti, con la sua versatilità, intensità e capacità di inserimento nel 4-2-3-1 fluido.


