La Juventus affronta un lunedì amaro il 19 gennaio 2026, tra le conseguenze della sconfitta di Cagliari e due notizie extra-campo che complicano ulteriormente il quadro: la chiusura definitiva della causa con Cristiano Ronaldo e la necessità di rilanciare la trattativa per Jean-Philippe Mateta.
Sul fronte legale, il Tribunale del Lavoro di Torino ha rigettato il ricorso bianconero contro il lodo arbitrale del 2024, confermando l’obbligo di non recuperare i circa 9,8 milioni di euro (più interessi, per un totale vicino agli 11 milioni) già versati a Ronaldo per gli stipendi posticipati durante la pandemia Covid-19. La vicenda, nata dalla “manovra stipendi” del 2020-2021 e dal documento privato noto come “carta Ronaldo“, si conclude così con una sconfitta per il club, che dovrà anche farsi carico delle spese processuali. La Juventus valuta un possibile appello in Cassazione, ma al momento l’impatto è più simbolico che immediato sul bilancio, dato che la somma era già accantonata. Per i tifosi, è l’ultimo schiaffo di CR7, che dopo aver lasciato Torino nel 2021 con due scudetti, incassa una vittoria giudiziaria mentre si prepara al Mondiale 2026 con l’Al-Nassr.
Parallelamente, il mercato invernale resta al centro delle attenzioni: dopo il rifiuto netto del Crystal Palace alla prima offerta ufficiale (prestito oneroso da 2 milioni più obbligo di riscatto a 28 milioni condizionato alla qualificazione in Champions o Europa League), la dirigenza bianconera – con Damien Comolli in prima linea – ha elaborato un nuovo piano per sbloccare l’operazione Mateta.



