Adesso è tempo di bilanci
A prescindere da come saranno gli ultimi 90 minuti di campionato, bisogna fare dei bilanci. Perchè non può essere il piazzamento o meno in zona Champions a dare dei giudizi su una stagione così complicata. Perchè anche in caso di raggiungimento dell’obbiettivo aziendale minimo, ovvero la zona Champions, non ci si può nascondere: la stagione bianconera è stata un autentico flop. Nella battaglia finale del Penzo si deciderà se sarà stato l’ennesimo deludente anno di transizione o una catastrofe totale, ma le valutazioni sportive rimangono a prescindere dal piazzamento in classifica. Le premesse di una rivoluzione totale sono state tradite da una lunga serie di fattori che hanno lasciato la squadra nel caos e a rischi di finire fuori dalle prime quattro posizioni. In questo disastro è arrivato a Marzo l’uomo incaricato di salvare il salvabile: Igor Tudor. E in parte, forse, c’è riuscito. A prescindere da come andrà a finire la stagione, Tudor ha un enorme merito, ed è stato quello di essere riuscito a riportare la normalità in una squadra che l’aveva persa completamente.
Le cause del disastro
In primis un gruppo squadra giovane e immaturo, figlio dell’eliminazione totale dei leader dello spogliatoio come Danilo. In secondo luogo, dagli errori comunicativi e relazionali di un allenatore evidentemente ancora acerbo come Motta. L’ex calciatore dell’Inter ha dimostrato la sua scarsa empatia con lo spogliatoio con una serie di dichiarazioni tremende dopo le disfatte contro Empoli, PSV, Atalanta e FIorentina. Errori comunicativi su cui il tecnico ha perseverato anche dopo l’esonero con un intervista fatta prima di Roma-Juventus con cui è sembrato quasi cercare di destabilizzare ulteriormente la squadra che lo aveva esonerato. A questi errori nel modo di porsi poi sono seguite una serie di scelte tattiche sbagliate, su tutti le panchine di Thuram e Yildiz, i due migliori giocatori di questa stagione. La continua rotazione degli 11 titolari o la mancanza di un capitano fisso ha ulteriormente complicato le cose Infine, ultimo ma non meno importante, una serie di scelte societarie oltremodo scellerate. Il risultato è stato il caos più totale. Squadra, allenatore e dirigenti si sono ritrovati in un frullatore nel quale sono stati triturati con le conseguenze che si sono viste. E alla Juventus, più di ogni altra cosa, quest’anno è mancata la continuità.
Mancanza di continuità
Anche in caso di qualche grande prestazione, come le vittorie in campionato contro Inter e Milan o il successo in Champions contro il Manchester CIty, i bianconeri sbagliavano subito le partite successive. I punti persi contro le piccole in lotta salvezza sono davvero troppi. Cagliari, Empoli, Venezia, Lecce e Parma sono riuscite a inchiodare sul pari gli uomini di Motta. Ad aggravare il quadro, i pareggi contro lagunari, sardi e ducali sono arrivati in casa. Spesso vincere con le piccole tra le mura amiche era diventato difficilissimo. Peggio ancora è il bilancio dei punti persi da situazioni di vantaggio. Troppi i casi di rimonte subite nei minuti finali, alcuni particolarmente eclatanti come quelli contro Cagliari e Fiorentina. Un tesoretto di punti che avrebbe permesso alla Juventus di stare a lottare per ben altri obbiettivi invece che stare a soffrire fin all’ultimo per un quarto posto. I collassi contro Fiorentina (3-0) e Atalanta (sconfitta casalinga per 4-0) sono stati la logica conseguenza.
Igor Tudor e il ritorno della normalità
A Tudor è toccato l’ingrato compito di rimettere insieme i pezzi di una squadra allo sbando e disastrata sotto il punto di vista tecnico, sportivo, fisico, morale e mentale. Nelle partite casalinghe ha fatto qualcosa che fino a qualche mese fa sembrava impossibile: ritornare alla vittoria contro squadre di bassa classifica e soprattutto farlo con continuità. Riuscire a “normalizzare” la vittoria casalinga contro le piccole è forse stata la cosa più incredibile di quelle che è riuscito a fare Tudor quest’anno. I risultati contro le piccole in casa sono stati: Juventus-Genoa 1-0, Juventus-Lecce 2-1, Juventus-Monza 2-0, Juventus-Udinese 2-0. La Juventus ha costruito la possibilità di giocarsi l’Europa che conta su questo bottino di 12 punti. Sia chiaro, visto il livello attuale della Serie A nessuna partita è scontata, si veda il Napoli che ha pareggiato le ultime due partite contro Genova e Parma.Tudor ha riportato la Juventus alla normalità nonostante una sfilza di infortuni e squalifiche da far impallidire qualsiasi allenatore di Serie A. Nonostante una squadra in totale caos tecnico, psicologico, agonistico e mentale. Tudor ha ridato certezze e fiducia al gruppo. A partire dalla scelta di Locatelli come capitano arrivando agli 11 titolari fissi su cui ha puntato (infortuni pemettendo). Tudor aveva ereditato un autentico “buco nero”.
Il rendimento in trasferta di Tudor
L’ottimo rendimento casalingo viene affiancato da un rendimento in trasferta che stenta visto che la vittoria lontano da Torino non è ancora arrivata. Ma visto il livello di tre dei quattro avversari affrontati lontai dall’Allianz la cosa può essere perdonata. In trasferta ha pareggiato tre scontri diretti andando sempre in vantaggio contro squadre d’alto livello come Roma, Bologna e Lazio. E il match contro i biancocelesti ha avuto l’episodio dell’espulsione di Kalulu. Unico vero incidente di percorso in queste quattro partite in trasferta è stato la sconfitta di Parma. Ma chi segue la serie A sa che il Tardini è un campo assai ostico. Proprio ieri il Napoli di Conte è stato costretto al pari sul campo dei ducali. Anche rivali dirette per l’Europa come Lazio, Milan e Bologna sono state sconfitte. La sconfitta contro il Parma è stata figlia di una partita giocata male ma in cui nemmeno la formazione di Chivu ha prodotto molto. L’errore di Kelly sulla marcatura di Pellegrino è stato decisivo. Quindi in generale il bilancio non è così negativo e al Penzo adesso Tudor ha la possibilità di centrale la prima vittoria in trasferta. E la vittoia in trasferta porterebbe alla conseguentemente qualificazione alla prossima Champions League. Le premesse ci sono, anche se il campo è ostico. Ma normalizzare questa Juventus non era una missione così semplice Tudor, almeno questo, è riuscito a farlo.



