Cèsc Fabregas ha parlato nel post partita della vittoria del suo Como contro la Juventus di Spalletti allo Stadium.
La soddisfazione di Fabregas
“Venire qua all’Allianz Stadium contro una squadra fortissima e con un mister che ha saputo dare una svolta importante alla sua squadra, basti guardare come giocano e come verticalizzano, sapevamo sarebbe stato difficile. Oggi abbiamo provato a metterli in difficoltà e i miei ragazzi hanno fatto una partita top. Alla fine del primo tempo ho chiesto loro: cosa dobbiamo fare per vincere la partita? E loro mi hanno risposto: dobbiamo fare il secondo gol. Contro la grandissima qualità della Juve se non fai il secondo gol corri il rischio che poi loro ti mangiano e siamo stati molto bravi a farlo e a gestirlo bene. Mi è piaciuto molto anche che Butez abbia fatto solo una parata oggi pomeriggio. Questo vuol dire che i ragazzi hanno fatto un grandissimo lavoro”.
Fabregas ha poi continuato la sua analisi. “Nel calcio di oggi bisogna essere bravi a leggere la partita nel modo giusto, noi siamo tutti bravi a preparare la partita ma poi devi saper cambiare in quanto gli avversari cambiano più volte, ci sono 100 partite dentro i 90′. I ragazzi sono stati bravi a competere bene e a sentire l’importanza di questa gara. Da spagnolo dico che per me la Juve è il Real Madrid d’Italia e venire qua e fare una prestazione del genere con la mia squadra mi rende molto soddisfatto ed orgoglioso. Però dobbiamo sempre continuare a lavorare come stiamo facendo
Il rapporto con Wenger
Nel focus sul secondo gol realizzato da Caqueret, molti hanno visto delle analogie tra il suo como e l’arsenal di Arsène Wenger, squadra in cui il tecnico spagnolo ha giocato per anni raccogliendo trofei e successi. Fabregas ha detto. “Wenger è il mio maestro ed è come un secondo papà per me. Lui lavorava molto sulla qualità, sull’attaccare la profondità e nel calcio moderno è importantissimo. Ho imparato tantissimo da lui è adesso come allenatore lo riconosco. L’assenza di Nico Paz: penso sia un altro passo importante nel senso che lui gioca praticamente sempre come Perrone e Da Cunha, è un giocatore importantissimo per noi e la squadra e continuerà ad esserlo.”
Fabregas ha poi concluso. “Per la squadra è stato importante oggi prendere consapevolezza che si può vincere anche senza di lui. Nico è un giocatore fantastico che dà molto alla squadra. Per la Champions non rispondo, per noi oggi non è importante parlare di questo, mi piacerebbe che tra due o tre anni ti possa rispondere: andiamo per questo o per altro. Oggi siamo in un momento della stagione, della nostra vita calcistica di crescita basti pensare che un anno e mezzo fa eravamo in serie B e quindi dobbiamo stare calmi e pensare a fare buone prestazioni partita dopo partita. I ragazzi devono continuare a crescere e costruire una identità che ci porti a vincere più partite possibile”.



