Il capolinea di Damien Comolli: rivoluzione Juventus alle porte
La gestione di Damien Comolli alla Juventus sembra essere giunta a un punto di rottura definitivo. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il clima attorno all’amministratore delegato si è fatto gelido: John Elkann non sarebbe affatto soddisfatto dei risultati ottenuti e starebbe valutando seriamente l’allontanamento del dirigente dopo appena dodici mesi dal suo insediamento. Quello che doveva essere il colpo di genio internazionale per modernizzare la gestione sportiva del club si è trasformato in un pericoloso boomerang. Il destino di Comolli appare ormai segnato: un suo addio avrebbe del clamoroso per tempistiche, ma diventerebbe inevitabile in caso di mancata qualificazione alla Champions League, un traguardo minimo la cui assenza non verrebbe tollerata dalla proprietà.
Il fallimento sul mercato: da Openda ai mancati rinforzi
Il principale capo d’accusa che pende sulla testa di Comolli riguarda una campagna acquisti ritenuta fallimentare sotto diversi punti di vista. L’investimento massiccio su Loïs Openda è l’emblema del malumore bianconero: l’attaccante belga, arrivato con l’etichetta di top player, è considerato oggi il principale “flop” stagionale, incapace di incidere come previsto. A questo si aggiunge lo scarso impatto di altri innesti fortemente voluti dal dirigente francese, come Jonathan David, Zhegrova e l’esperto João Mario. Nessuno di questi profili è riuscito a innalzare il livello qualitativo della rosa, lasciando la squadra in una situazione di precarietà tecnica che Elkann imputa direttamente alle scelte strategiche dell’area sportiva guidata dall’ex dirigente del Tolosa.
Ricostruire sulle macerie: Spalletti e Chiellini per il post-Comolli
Qualora la “sentenza” di Elkann dovesse essere eseguita, la Juventus si ritroverebbe nuovamente a dover ricostruire i propri quadri dirigenziali in estate. In questo mare in tempesta, la proprietà avrebbe però già individuato i due punti fermi su cui poggiare le fondamenta del nuovo corso: Luciano Spalletti e Giorgio Chiellini. Se Comolli rappresenta il passato da archiviare, il tecnico toscano e l’ex capitano sono visti come gli unici garanti possibili della rinascita. Mentre la posizione dell’AD vacilla sotto il peso di acquisti sbagliati e conti che rischiano di non tornare senza l’Europa che conta, la Juve si prepara a ripartire dall’identità sul campo e dalla juventinità in società, sperando che la prossima rivoluzione sia quella definitiva.



