Bufera su Comolli: sotto accusa anche il ruolo della moglie Selinay e i maxi-compensi per gli algoritmi
La clamorosa separazione tra la Juventus e Damien Comolli continua ad arricchirsi di retroscena scottanti che aiutano a comprendere i reali motivi di una rottura così netta e turbolenta. Oltre alle gravi incomprensioni sul fronte del calciomercato con il tecnico Luciano Spalletti e ai ritardi fatali nelle trattative (come il caso emblematico di Alisson), emerge ora un nuovo, spinoso dettaglio che avrebbe fatto letteralmente infuriare la proprietà bianconera. Secondo quanto rivelato dal noto esperto di mercato Nicolò Schira, l’ormai ex Amministratore Delegato sarebbe finito sotto accusa internamente per il ruolo ingombrante affidato alla moglie, Selinay, all’interno delle dinamiche aziendali del club.
Il nodo dei Dati e l’ombra del conflitto di interessi
La questione assume contorni ancora più controversi e delicati se si analizzano i dettagli economici della vicenda. Come riportato da Schira, Selinay Comolli ha operato in qualità di consulente di spicco per il dipartimento Data and Analytics, l’area del club dedicata all’analisi dei dati e allo studio degli algoritmi. Per questo incarico, la moglie dell’ex CEO avrebbe percepito un compenso a dir poco stellare: una cifra compresa tra gli 0,8 e gli 0,9 milioni di euro a stagione. Un investimento di tale portata per una consulenza esterna familiare ha inevitabilmente sollevato pesanti dubbi legati all’opportunità e al potenziale conflitto di interessi. Sebbene Comolli sia storicamente un pioniere dell’approccio Moneyball nel calcio europeo, l’aver accentrato questo delicatissimo e costoso ramo operativo nelle mani della consorte è stato giudicato inaccettabile dalla dirigenza della Continassa.
La reazione della proprietà e la fine dell’era Comolli
Questa clamorosa indiscrezione contribuisce a delineare un quadro complessivo in cui la gestione dell’ex dirigente francese appare totalmente disallineata rispetto alle rigide direttive di sostenibilità ed efficienza imposte da John Elkann. In una fase storica in cui la Juventus è impegnata in un faticoso percorso di risanamento finanziario per rispettare i rigidi paletti della UEFA, un esborso vicino al milione di euro per una singola consulenza familiare ha rappresentato l’ultima, inaccettabile anomalia gestionale. Questo episodio, unito alla totale mancanza di sintonia con lo spogliatoio e alla perdita di credibilità sul mercato, ha fornito alla proprietà la spinta decisiva per azzerare i vertici e cambiare rotta. L’imminente insediamento di Giovanni Carnevali avrà proprio il compito di spazzare via queste ombre, ripristinando una governance trasparente, razionale e focalizzata unicamente sul bene e sulla stabilità della Vecchia Signora.



