Juventus poco cinica e sprecona
La Juventus ha subito una sconfitta netta e dolorosa nei quarti di finale di Coppa Italia: l’Atalanta vince 3-0 al New Balance Arena di Bergamo. Un risultato che appare bugiardo per quanto espresso in campo, soprattutto nel primo tempo, ma che riflette la spietata efficacia dei nerazzurri: due occasioni create, tre gol segnati (uno dei tre è stato fatto su rigore, quindi nemmeno su palla attiva).
I bianconeri hanno dominato possesso palla, creato più occasioni, tra cui una clamorosa a tu per tu con Francisco Conceição, che ha calciato alto, e una traversa colpita sempre dal portoghese. I giocatori di Spalletti hanno tirato di più e condotto la partita con personalità e senza timore, proprio come nelle recenti uscite contro Lecce e Cagliari. Eppure, al 27′ è arrivato il rigore trasformato da Gianluca Scamacca. Nel secondo tempo, la Juve ha continuato a costruire e spingere, ma l’Atalanta ha punito con cinismo micidiale in contropiede: Kamaldeen Sulemana al 77′ e Mario Pasalic all’85’ hanno chiuso i conti, sfruttando spazi e transizioni rapide.
Cosa si deve migliorare
Nessuna critica eccessiva al gruppo o a Luciano Spalletti: la squadra ha fatto la partita in casa di un’avversaria ostica, mostrando carattere e qualità. Il tecnico toscano sta lavorando da mesi per restituire identità e certezze, e ieri la Juve ha dimostrato di esserci, con idee chiare e coraggio. Il problema resta evidente: manca un centravanti con caratteristiche da finalizzatore cinico in area, capace di capitalizzare le occasioni create. Purtroppo i rinforzi dal mercato invernale richiesti da Spalletti non sono arrivati. Questo ha dato origine a partite come quelle di ieri, come quelle col Cagliari o con il Lecce. Poi forse anche Spalletti può aver avuto le sue colpe nei cambi. Ma queste vanno commisurate con il materiale che ha a disposizione.
Jonathan David ha lavorato tanto ma non ha inciso nei momenti chiave; l’uscita al 75′ circa per spostare Weston McKennie centravanti (con inserimento di Lois Openda solo cinque minuti dopo) ha lasciato perplessi, apparendo una soluzione improvvisata in un momento delicato.La Juventus esce dalla Coppa Italia, ma il calendario di febbraio-marzo resta decisivo: un mese durissimo, con impegni in Serie A contro numerose big e soprattutto in Champions League, dove si giocherà gran parte della stagione. Spalletti lo sa bene: i risultati vanno portati con ciò che si ha, lavorando su cinismo e scelte nei momenti cruciali. La sconfitta brucia, ma non cancella il percorso di crescita. Ora testa bassa e avanti: la Juve ha dimostrato di poter competere, serve solo maggiore freddezza sotto porta per trasformare il dominio in vittorie concrete.



