La sconfitta contro la Fiorentina ha aperto una crepa profonda dentro la Juventus. Non soltanto per la corsa Champions improvvisamente complicata, ma perché il progetto costruito negli ultimi mesi attorno a Damien Comolli è finito sotto esame. John Elkann, rimasto finora distante dalle questioni tecniche quotidiane, starebbe seguendo con grande attenzione l’evolversi della situazione e nelle prossime settimane potrebbe prendere decisioni pesanti sul futuro societario.
L’idea iniziale era quella di affidare al dirigente francese una ricostruzione graduale, più sostenibile economicamente e meno dipendente dai colpi ad effetto del passato. Un piano che però rischia di incrinarsi davanti a un’eventuale esclusione dalla prossima Champions League. Alla Continassa sanno bene che il mancato accesso alla competizione europea avrebbe conseguenze immediate sui conti del club, con perdite stimate attorno agli 80 milioni di euro tra premi UEFA, sponsor e ricavi commerciali.
Per questo motivo le prossime ore vengono considerate decisive anche sul piano politico interno. Luciano Spalletti, dopo il tonfo casalingo, avrebbe chiesto un confronto diretto con Elkann per chiarire strategie e prospettive. Il tecnico vuole capire se la società intenda davvero proseguire con il progetto attuale oppure avviare una nuova rivoluzione dirigenziale e tecnica.
Attorno a Comolli, infatti, si moltiplicano le critiche. Alcune scelte di mercato non hanno convinto fino in fondo, mentre diversi investimenti non hanno prodotto il salto di qualità atteso. In discussione non c’è soltanto il rendimento della squadra, ma la capacità complessiva del nuovo management di riportare la Juventus stabilmente ai vertici italiani ed europei.



