Gazzetta dello Sport ha fatto una lunga disamina sulla situazione di Loïs Openda e Jonathan David, due casi di mercato complicatissimi.
Juve, e ora come fai? Openda e David: grane milionarie e freni al mercato
Il fallimento sportivo della Juventus, culminato con la mancata qualificazione in Champions League, ha fatto evaporare le speranze autunnali e ha bruscamente aperto la crisi del progetto firmato dall’amministratore delegato Damien Comolli. A soli sette mesi dalle sue dichiarazioni di fiducia, il plenipotenziario francese si trova a fare i conti con veri e propri incubi di mercato che gravano sul bilancio e bloccano la pianificazione estiva. Gli investimenti della passata stagione non sono decollati né sotto la guida di Igor Tudor né con l’arrivo di Luciano Spalletti, trasformandosi in tempi record da colpi da novanta a carissimi problemi societari. Con la retrocessione in Europa League, la necessità di sfoltire la rosa e alleggerire il monte ingaggi è diventata una priorità assoluta per poter accontentare le richieste di Spalletti, il quale invoca da mesi l’innesto di un centravanti fisico e strutturato.
Il caso più spinoso è senza dubbio quello di Loïs Openda, l’attaccante belga pagato ben 44 milioni di euro e autore di una stagione fallimentare con soli due gol all’attivo, di cui appena uno in Serie A. Il ventiseienne, escluso persino dai convocati del commissario tecnico Rudi Garcia per il Mondiale, è ormai un separato in casa nella sua villa collinare e rappresenta un enorme rischio di minusvalenza per le casse bianconere.
Discorso parzialmente diverso, ma altrettanto complesso, vale per il coetaneo Jonathan David: arrivato a parametro zero, il canadese percepisce un ingaggio extralusso da 6 milioni di euro più bonus. Nonostante le 8 reti stagionali abbiano mostrato sprazzi di talento, il suo stipendio elevatissimo frena i potenziali acquirenti, anche se su di lui si muovono gli interessi del Paris Saint-Germain per uno scambio con Kolo Muani, oltre a sondaggi di Newcastle e Crystal Palace che potrebbero garantire una buona plusvalenza in caso di cessione a titolo definitivo.
I piani per il futuro
A complicare ulteriormente i piani di Comolli si aggiungono le altre scommesse perse della campagna acquisti del 2025, come il kosovaro Edon Zhegrova, autore di una stagione con zero gol e zero assist che ha rievocato i fantasmi dei peggiori flop della storia recente bianconera. Per sbloccare gli obiettivi in entrata, che comprendono il rinnovo di Dusan Vlahovic o le piste che portano a Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace, la Juventus deve prima riuscire nell’ardua impresa di cedere i suoi rami secchi. Alla Continassa si prova comunque a guardare il bicchiere mezzo pieno, ricordando come nel 2011 la dirigenza seppe ripartire proprio dopo un mercato fallimentare, gettando le basi per il ciclo dei nove scudetti consecutivi con gli innesti di Andrea Pirlo e Arturo Vidal. La sfida per la ricostruzione è lanciata, ma il puzzle economico da incastrare resta uno dei più difficili del calcio moderno.



