Di Gregorio sul banco degli imputati
Un reparto in crisi di identità. Oltre alle sfortune offensive e alle polemiche arbitrali, in casa Juventus esplode il caso legato all’estremo difensore. Il pareggio interno contro il Verona ha riacceso i riflettori su quello che sta diventando un vero e proprio problema tra i pali. Il gol subito ieri ha evidenziato una fragilità strutturale preoccupante. L’azione nasce da una sbavatura in fase di costruzione. Un errore in disimpegno di Bremer che ha innescato l’offensiva scaligera, ma è ciò che è accaduto dopo a far infuriare critica e tifoseria. La reazione di Michele Di Gregorio sulla conclusione di Bowie è finita nel mirino degli osservatori. La dinamica del gol è stata imbarazzante: un posizionamento incerto e una risposta tecnica insufficiente che hanno permesso a un tiro non irresistibile di gonfiare la rete.
Non si tratta, purtroppo, di un episodio isolato: quello di ieri è l’ennesimo errore di una stagione in cui l’ex portiere del Monza non sta riuscendo a garantire quella sicurezza necessaria per ambire ai massimi traguardi.
Gerarchie in bilico
Punti persi e gerarchie in bilico. La gestione della porta sta diventando un fattore determinante in negativo per la classifica bianconera. Questo nuovo passo falso, costato punti pesantissimi nella corsa Champions, solleva interrogativi profondi sulle scelte estive della società. In un’annata dove ogni dettaglio fa la differenza, la Juventus si ritrova a fare i conti con un portiere che sembra aver smarrito la serenità dei giorni migliori. Con le voci di mercato che accostano nomi altisonanti come Alisson alla Continassa, il futuro di Di Gregorio appare sempre più incerto, mentre il presente costringe la squadra a rincorrere avversari che, con un briciolo di attenzione in più, sarebbero stati facilmente superati.



