Il clamoroso dietrofront di Vlahovic: porte aperte alla Juventus, ma alle cifre di Carnevali
Il mercato della Juventus registra un inatteso ritorno di fiamma per quanto riguarda il futuro di Dusan Vlahovic. Dopo l’addio polemico dello scorso 3 giugno, congelato da forti attriti con la vecchia dirigenza, il centravanti serbo sta compiendo passi concreti per ricucire lo strappo con l’ambiente bianconero. Nonostante l’amministratore delegato Giovanni Carnevali si fosse espresso in modo categorico nelle scorse settimane, le ultime dichiarazioni del dirigente hanno sancito un’importante apertura a una parziale revisione della linea societaria: “Non l’abbiamo incontrato, ma le porte sono aperte. Non solo per lui e Sorloth, ma anche per altri giocatori”. Il calciatore ha rifiutato la ricca proposta economica avanzata dal Besiktas e, a causa della mancanza di ulteriori alternative di primo piano in Europa, ha deciso di muoversi in prima persona per spingere verso la permanenza a Torino.
La vera svolta di questa vicenda risiede nell’iniziativa personale dell’attaccante, che ha scelto di scavalcare l’intermediazione del padre Milos per chiamare direttamente i vertici della Continassa. Vlahovic ha chiesto un appuntamento formale con la dirigenza, mostrandosi pienamente disposto ad accettare i rigidi parametri economici imposti dal club. Il legame con il mondo juventino non si è mai interrotto del tutto: il giocatore non ha svuotato il proprio armadietto all’interno del centro sportivo, ha mantenuto il riferimento alla Juventus nella propria biografia sui social network e si sta allenando duramente con un preparatore personale per farsi trovare pronto per il ritiro del 13 luglio, riallacciando nel frattempo i contatti con i vecchi compagni di spogliatoio.
Le mosse di Carnevali e Massara
Carnevali e il Chief Football Officer Ricky Massara si dicono pronti a riaprire il dossier, complice anche il benestare dell’allenatore Luciano Spalletti, desideroso di riabbracciare la punta centrale in rosa. L’operazione resta tuttavia subordinata a condizioni economiche ferree: la Juventus non intende creare squilibri salariali e pretende che l’ingaggio scenda dagli 8 milioni inizialmente richiesti a circa 6 milioni di euro, con un taglio netto anche sulle commissioni destinate all’entourage. Questa pista interna ha ripreso fortemente quota anche a causa delle crescenti difficoltà riscontrate per l’acquisto di Randal Kolo Muani, con il club fermo sulla propria posizione di fronte alle elevate richieste del Paris Saint-Germain. La via che porta a Vlahovic si profila così come la soluzione più lineare, ma unicamente alle condizioni stabilite dalla società.



