Campanello d’allarme: Di Gregorio impresentabile contro l’Inter
La Juventus cade 2-1 contro l’Inter nell’ultima uscita delle amichevoli estive, i bianconeri pagano gli errori di Di Gregorio.
L’esito dell’amichevole d’agosto contro l’Inter fa scattare un campanello d’allarme nell’ambiente Juventus, alimentando scetticismo e preoccupazione in vista dell’imminente inizio di campionato. Nonostante si tratti di calcio estivo, la prestazione e le dinamiche tattiche hanno evidenziato criticità strutturali non trascurabili. Il primo nodo riguarda la porta: la scelta di schierare ancora Michele Di Gregorio titolare, a dispetto dell’ormai palese sfiducia e della ricerca conclamata di un nuovo numero uno, delinea uno stallo gestionale rischioso. L’ipotesi di attendere i comodi del Paris Saint-Germain per ottenere Zion Suzuki in prestito pone il club in una posizione di eccessiva subordinazione, mentre opzioni come Marco Carnesecchi si scontrano con le elevate richieste dell’Atalanta.
Trubin alternativa per la porta della Juventus
In questo contesto, la pista che porta ad Anatoliy Trubin del Benfica rappresenta un’alternativa da vagliare con la massima urgenza. Dopo l’esclusione dell’estremo difensore ucraino da parte del tecnico dei lusitani, i contatti avviati con il suo entourage potrebbero aprire uno spaglio concreto sul mercato. Tuttavia, il fattore tempo gioca un ruolo decisivo: un portiere richiede settimane di lavoro per sviluppare la necessaria intesa con i compagni e assimilare i meccanismi della linea difensiva, rendendo rischioso qualsiasi innesto condotto in extremis a ridosso del debutto ufficiale.
Oltre alla questione tra i pali, l’aspetto più spinoso rimane l’identità di squadra emersa sul terreno di gioco. Questa versione della Juventus mostra ancora troppe analogie con la formazione contratta dello scorso maggio, evidenziando limiti nella manovra e interpreti non del tutto valorizzati. A complicare il quadro si aggiunge la scelta tattica di Luciano Spalletti, la cui difesa a tre (o a cinque) comincia a destare perplessità tra tifosi e addetti ai lavori, desiderosi di vedere un cambio di passo deciso per non presentarsi ai nastri di partenza con gli stessi vecchi dubbi.


