Nessun riscatto dall’Aston Villa: Douglas Luiz torna alla Juventus
La notizia era nell’aria da mesi e ora ha trovato la conferma ufficiale: Douglas Luiz tornerà alla Juventus. Come riportato da Fabrizio Romano, l’Aston Villa ha comunicato formalmente alla dirigenza bianconera che non eserciterà il diritto di riscatto per il centrocampista brasiliano. Salta così definitivamente un’operazione complessiva da 25 milioni di euro. Una decisione, quella del club di Birmingham, che non sorprende affatto gli addetti ai lavori: l’investimento pesante non è mai stato preso seriamente in considerazione dai Villans, a causa di un rendimento del giocatore che è rimasto costantemente al di sotto delle aspettative.
Una stagione deludente che ha spento i dubbi
Il verdetto dell’Aston Villa è la logica conseguenza di un’annata in cui Douglas Luiz non è mai riuscito a convincere. Schierato spesso fuori posizione o relegato in panchina, il brasiliano ha mostrato una preoccupante involuzione tattica e caratteriale rispetto ai tempi d’oro in Premier, non riuscendo mai a integrarsi nei meccanismi della squadra. Di fronte a prestazioni così opache, spendere 25 milioni di euro sarebbe stato un azzardo finanziario che il club inglese non ha voluto, e non ha potuto, permettersi. La comunicazione odierna mette semplicemente la parola fine a una parentesi nata male e finita peggio.
Le ripercussioni sul mercato bianconero
Se dal punto di vista tecnico il mancato riscatto certifica la crisi del giocatore, per la Juventus si tratta di una gratta capo non da poco a livello di pianificazione. La dirigenza perde un incasso che avrebbe garantito un’ottima plusvalenza e liquidità immediata da reinvestire nei 6 o 7 innesti promessi per la rivoluzione della rosa. Ora il problema passa interamente tra le mani della Continassa: bisognerà valutare se tentare una difficile rivalutazione del centrocampista o se cercare immediatamente un nuovo acquirente, sperando che il prezzo del cartellino non sia precipitato troppo dopo questa svalutante stagione inglese.



