Mentre Exor continua il processo di semplificazione del proprio portafoglio con la cessione di Gedi (gruppo editoriale che include Repubblica e La Stampa) al fondo greco Antenna, John Elkann ha voluto inviare un segnale inequivocabile sul futuro della Juventus: il club bianconero non è in vendita e resta un asset strategico e identitario di lungo termine.
Nella lettera agli azionisti del 23 marzo 2026, Elkann ha usato toni decisi: «Exor rimane un orgoglioso proprietario del club, continuando un rapporto che dura da oltre un secolo. Rimaniamo pienamente impegnati a sostenere il successo sportivo e finanziario della Juventus e crediamo che ci sia un futuro brillante davanti a noi».
Il messaggio è stato interpretato come un’apertura di credito esplicita verso Luciano Spalletti. Il tecnico toscano, che ha riportato energia e risultati nella seconda parte della stagione, è ormai vicinissimo al rinnovo biennale fino al 2028 con ingaggio intorno ai 6 milioni netti. Elkann ha citato indirettamente il lavoro di Spalletti («è tornata la fame nello spogliatoio») e ha sottolineato il rinnovo di Kenan Yildiz fino al 2030 come esempio concreto dell’impegno nel valorizzare i talenti del club
Questo “rilancio” ha un significato preciso anche sul fronte mercato: la Juventus non farà follie, ma avrà le risorse necessarie per operare con intelligenza. Senza la Champions League il budget sarà più limitato, ma Exor è pronta a supportare operazioni mirate, soprattutto se legate a plusvalenze e cessioni (David, Openda, Conceição e altri sono destinati a lasciare Torino).



