Un decennio di perdite
La Juventus ha chiuso gli ultimi otto bilanci consecutivi in rosso, accumulando perdite per 999 milioni di euro dal 2017-18 al 2024-25. La famiglia Agnelli, attraverso Exor, ha sostenuto il club con 573 milioni dal 2019, mentre i soci di minoranza hanno contribuito con 289 milioni, inclusi acquisti in Borsa per 38 milioni. Il club, un tempo dominante con sette scudetti consecutivi e due finali di Champions, ha visto il declino accelerare con l’arrivo di Cristiano Ronaldo, costato 277 milioni tra cartellino e oneri. Gli errori, come il contrattone di Pogba e Vlahovic, hanno gonfiato i costi, mentre il Covid ha colpito i ricavi. La ristrutturazione sotto Andrea Agnelli, con tre utili dal 2015 al 2017, è stata erosa da investimenti falliti e gestione disordinata.
Ricapitalizzazioni e sostenibilità
Dal 2019, la Juventus ha effettuato quattro aumenti di capitale per 900 milioni, con Exor a coprire la maggioranza. L’ultimo, da 200 milioni nell’aprile 2024, ha tappato i buchi, ma il CdA ha approvato un nuovo aumento fino a 110 milioni per il 2026, con Exor che ha anticipato 30 milioni. I soci di minoranza, da tifosi a fondi come Lindsell Train (8,7%), hanno aderito per 289 milioni. La parabola bianconera, dal dominio agli illusori tentativi di élite europea, riflette errori strutturali: dal mecenatismo Fiat allo sfarinamento familiare, passando per il ciclo scudetti irripetibile. La dirigenza attuale, con Damien Comolli, punta su sostenibilità, ma i bilanci rossi persistono.
Prospettive: Elkann non molla
Exor, salita al 65,4%, continua a investire, con John Elkann che ribadisce: “Rafforziamo la Juve in campo e fuori, come negli ultimi 102 anni”. Il nuovo aumento, con anticipo di 30 milioni, mira a stabilizzare i conti, ma la Juventus deve ritrovare competitività. La transizione post-Agnelli richiede scelte oculate. La squadra, in crisi con otto partite senza vittorie, ha bisogno di rinforzi mirati a gennaio. Exor non vende, ma la sostenibilità finanziaria è essenziale per competere con Napoli e Roma, trasformando il miliardo bruciato in un ponte verso il futuro.



