La vittoria manca da oltre un mese e dopo 5 pareggi di fila, la sconfitta contro il Como certifica il momento di crisi della gestione Tudor. Una crisi che parte da lontano e le cui avvisaglie erano visibili da tempo. Tra un mercato fatto senza concordare le scelte col tecnico, un attacco che non ingrana e la mancanza di un vero playmaker a centrocampo ci sono diverse cause all’origine dei problemi della Juventus.
Scelte di mercato non concordate tra Tudor e la dirigenza
C’è una dichiarazione molto preoccupante del pre partita di Como-Juventus alla domanda sul confronto con il Como. “Il Como è una finta piccola, ha speso molto e soprattutto l’allenatore ha scelto tutti i giocatori acquistati”
Gli spettri e le paure di un mercato fatto senza concordare le scelte con l’allenatore si sono annuvolate in questi mesi. Questa sensazione è stata confermata dalla mancanza di un vero volante a centrocampo in grado di dirigere il gioco, la continua alternanza degli attaccanti e le panchine di Joao Mario. E il post partita ha visto riconfermata questa paura con il concetto ribadito da Tudor dopo il KO contro il Como. “Chi ha scelto i miei giocatori? Non è una domanda appropriata per questo momento, Fabregas può dire quello che vuole… Magari da ora sugli angoli marcheremo a uomo… Nessuno gioca con 2 attaccanti e 2 ali…”, Manuel: “Una prestazione è da Juventus quando vinci, quando non vinci non lo è…”
L’equivoco Vlahovic, il momento no di David e le panchine di Openda
Gazzetta dello Sport ha analizato il momento no della Juventus, individuando nella mancata cessione di Vlahovic l’origine dei problemi in attacco:
“L’equivoco nasce da un’estate vissuta nell’attesa dell’addio a Vlahovic, annunciato, ma mai consumato. Un equivoco perché Dusan è rimasto in scadenza e rimanendo ha tolto un bel po’ di certezze dentro l’attacco: una o due punte? Valorizzare David e scommettere su Openda o sfruttare i momenti sì dell’attaccante serbo? Risposte che si sono, in un attimo, trasformate in rebus di difficile soluzione. Da qui, un mercato di rimessa come se il pallone pesasse tra parametri economici da rispettare e scelte da mettere in campo per dare un senso compiuto alla squadra: alla fine, il verdetto è stato quello di arricchire, forse fin troppo, la linea offensiva, ma di avere poche, pochissime alternative in mezzo al terreno di gioco dove, di solito, si decidono le sorti delle stagioni.”
Le colpe di Tudor
Nonostante gli errori della dirigenza, Tudor non viene affatto assolto dai suoi errori. Gazzetta evidenzia come anche il croato abbia delle colpe.
“I suoi errori? Non riuscire a trovare la formula giusta perché una squadra, comunque, ricca di possibili soluzioni là davanti riesca ad attraversare le partite senza preoccupanti pause al loro interno, ma con la consapevolezza di poterle gestire evitando gli squilibri tra i reparti: ad ogni controffensiva, questa Juve va in affanno, ad ogni ripartenza c’è la seria possibilità che non si arrivi al traguardo, un tiro, una conclusione, un tentativo pericoloso. I singoli vanno messi nelle condizioni di esprimersi al meglio: in parte, Tudor ha portato a termine la missione, ma in gran parte ancora no ed ora parla di virare verso la difesa a uomo sui calci piazzati. E sullo sfondo c’è un caso, il rinnovo di Yildiz, che pesa, e non poco, sulle strategie della società.”
La mancanza di un playmaker alla Modric
L’opinione di Mario Giunta sulle mancanze della Juventus, vittima di un centrocampo privo di fantasia, è che alla Juventus manchi un playmaker che ffaccia girare la squadra. “Non lo so, ma se i risultati non vengono … Secondo me però a Madrid col Real la Juve farà una grande prestazione, perché lì il calciatore dà il 110%. Qualora, però, dovesse andare male, è chiaro che anche i dirigenti della Juventus prenderebbero in seria considerazione l’ipotesi dell’esonero. Alla Juve manca un play-maker alla Modric, alla Lobotka. Tutte le grandi squadre lo hanno e la Juve no, lo dico da mesi. Locatelli non è questo giocatore”



