L’espulsione di Kalulu: ennesima ingiustizia
La Juventus è stata ingiustamente punita con un espulsione inesistente contro Kalulu nel Derby D’Italia. Dopo le polemiche post Juventus-Lazio, un nuovo orrore arbitrale.
L’episodio su Kalulu
Verso il finire del primo tempo, l’arbitro La Penna ha combinato un autentico disastro con l’espulsione del francese Pierre Kalulu. Un contatto inesistente tra il francese e il difensore dell’Inter Alessandro Bastoni ha lasciato la Juventus in 10 dopo che l’arbitro ha dato un secondo cartellino giallo al giocatore della Juventus. Entrambi i giocatori erano stati ammoniti in precedenza e un possibile richiamo al VAR avrebbe potuto cambiare la decisione. Un giallo a Bastoni, colpevole di un evidente simulazione, avrebbe potuto lasciare viceversa l’Inter in 10. Invece ancora una volta la Juventus ha subito un clamoroso torto arbitrale neanche una settimana dopo
Un ennesimo orrore arbitrale dopo i disastri visti nelle partite precedenti che hanno penalizzato la Juventus
Il contatto Gila-Cabal in Juventus-Lazio
Teun Koopmeiners aveva sbloccato la sfida tra Juve e Lazio su un’azione che aveva visto in precedenza anche un brutto intervento di Gila su Cabal in area di rigore. Guida vede un fuorigioco di Thuram, il tutto senza minimamente valutare il contatto precedente che avrebbe potuto dare il calcio di rigore ai bianconeri nonostante l’annullamento della rete.
“A scatenare l’incredulità del tecnico, stavolta, è toccato a Marco Guida, colpevole di non aver giudicato falloso l’intervento scomposto in area di rigore di Mario Gila su Juan Cabal. Una scivolata invasiva del centrale spagnolo che atterra l’ex Verona senza sfiorare nemmeno in via marginale il pallone. L’arbitro, a pochi passi e con la visuale libera, sceglie di lasciare correre, annullando poco dopo il gol di Koopmeiners per fuorigioco di Thuram. Ma ciò che fa specie, non sta tanto nella valutazione in sé – in gare ad alta tensione come Juve-Lazio chiunque può incappare in una lettura errata – quanto nel fatto che il Var non sia “potuto” intervenire.”
L’episodio nella sfida d’andata contro la Lazio
Sempre contro la Lazio, nel match d’andata si è verificato un altro torto arbitrale che probabilmente è costato la panchina a Igor Tudor.
“Scenario similissimo, tra l’altro, a quello palesatosi nella gara di andata di campionato, l’ultima – per intenderci – di Igor Tudor, datata 26 ottobre. Anche in quel caso il protagonista è Gila che al 60’ (e sul risultato di 1-0) rifila un pestone netto in area di rigore a Conceiçao. Sembra non ci siano dubbi, dal momento che lo stesso Gila – resosi conto dell’ingenuità commessa – si mette istintivamente le mani nei capelli. Eppure Colombo lascia correre, e il Var non lo richiama al monitor. Condotta criticata – poi – dallo stesso designatore Rocchi nell’appuntamento settimanale di Open Var: «L’intervento era da rigore per uno “step on foot”. Bisogna vedere se viene cercato il pallone o no, Gila prende il piede ed è chiaro. Ci sono errori ed errori: noi non abbiamo intenzione di fermare nessuno ma negli errori che non hanno logica mi arrabbio perché vanno fuori da quello che ci siamo detti».”
II doppio torto di Verona
Ma i torti subiti dai bianconeri non finiscono nelle due sfide contro la Lazio. Infatti, nella sfida del Bentegodi tra Verona e Juventus, si verificarono altri due episodi sfavorevoli per la Juventus. Episodi che portarono l’allenatore Igor Tudor ad attaccare la terna arbitrale nel post partita. Il primo coincide con il rigore fischiato in favore dei veneti per un presunto fallo di mano di Joao Mario; il secondo con la mancata espulsione di Orban, per una gomitata evidente rifilata a Gatti. Rocchi ad Open Var nel post partita aveva bocciato totalmente le scelte dei colleghi «La decisione non è corretta, non è calcio di rigore: il giocatore cerca di colpire di testa e il pallone scende su un braccio che è in posizione naturale dopo un salto. Si tratta di una decisione errata. Il fallo di Orban? Il provvedimento corretto era il cartellino rosso. Orban guarda anche l’avversario. Si tratta di una decisione che va sicuramente presa in campo e poi successivamente al monitor. Un episodio che andava analizzato meglio con un on field review (mancante). Era assolutamente da cartellino rosso. Siamo qui ad ammettere i nostri errori, ma serve collaborazione perché è fondamentale».”



