Damien Comolli sta guidando la Juventus verso un’estate 2026 all’insegna della sostenibilità economica. Il Chief Football Officer, rientrato a pieno regime dopo la fine dell’inibizione, ha tracciato una linea chiara: contenere i costi, liberare spazio salariale e generare plusvalenze senza compromettere il progetto tecnico di Luciano Spalletti.
Secondo quanto emerso, la società è fortemente dipendente dai ricavi della Champions League (circa 60 milioni in caso di qualificazione). Senza la massima competizione europea, il bilancio subirebbe un colpo significativo, obbligando a un mercato ancora più prudente fatto di cessioni mirate, operazioni a parametro zero e rinnovi contrattuali oculati
Angelo Di Livio, intervenuto sul tema, ha sottolineato la necessità di evitare errori passati e di puntare su giocatori mirati nei ruoli dove manca personalità (centrocampo, esterni e difesa), senza rivoluzionare l’intera rosa. Ha inoltre espresso apprezzamento per l’idea di rivedere Kolo Muani a Torino e ha invitato a una scelta chiara tra Vlahovic e eventuali innesti come Lewandowski.
Comolli sa che la qualificazione Champions è fondamentale: con i 60 milioni extra si potrà mantenere l’ossatura attuale e intervenire con maggiore ambizione; senza, serviranno plusvalenze più aggressive e maggiore attenzione al bilancio
La Juventus sta quindi preparando un’estate di transizione intelligente: sostenibilità prima di tutto, rinnovi per dare continuità e operazioni mirate per rafforzare la squadra di Spalletti. Il messaggio è chiaro: si vuole costruire un ciclo vincente senza ripetere gli errori di bilancio del recente passato.



