Cesce Fabreegas, allenatore del Como, ha elogiato Manuel Locatelli e concesso una lunga riflessione sullo stato del calcio itaiano
Fabregas tra campo e mercato: “Locatelli è un mio pallino, ma per i giovani chiedono cifre folli”
Alla vigilia della sfida del suo Como contro l’Udinesw, Cesc Fabregas ha concesso una lunga riflessione sul momento del calcio italiano, toccando sia tasti tecnici che dinamiche legate ai costi dei cartellini. L’allenatore spagnolo, interpellato anche sulla delusione legata ai recenti risultati della Nazionale azzurra, ha difeso il valore individuale dei calciatori italiani, pur sottolineando quanto sia complesso riuscire a portarli in club in crescita come il suo.
Gli apprezzamenti per il talento azzurro Manuel Locatelli
Fabregas non ha nascosto la sua stima per alcuni profili specifici che militano nel massimo campionato italiano, pur ammettendo che si tratta di obiettivi quasi irraggiungibili per molte realtà. “Se ci sono dei calciatori dell’Italia che mi piacciono? Certo, ma giocano con Juve e Inter”, ha dichiarato il tecnico, evidenziando come la qualità sia concentrata nelle big. Tra i nomi fatti spicca quello del centrocampista bianconero: “Locatelli mi è sempre piaciuto. È ingiusto fare solo due nomi, se giocano in quelle squadre è perché sono bravi. Come allenatore a me piacciono tanti giocatori italiani”.
Il nodo Palestra e i prezzi del mercato: l’analisi di Fabregas
Oltre ai nomi già affermati, l’attenzione dello spagnolo si è spostata sui giovani emergenti, citando esplicitamente il profilo di Palestra. Tuttavia, Fabregas ha voluto porre l’accento sulla difficoltà di concludere operazioni per talenti di prospettiva a causa delle richieste economiche dei club di appartenenza. “Palestra ovviamente mi piace, ma se vai e lo chiedi, vogliono 40 milioni”, ha spiegato con pragmatismo, evidenziando una barriera economica che spesso frena le ambizioni delle squadre di fascia media.
Identità e gioco
Al di là dei singoli, l’allenatore del Como ha voluto ribadire la sua fiducia nel materiale umano a disposizione del calcio italiano, allontanando le critiche troppo severe piovute dopo l’insuccesso mondiale. Per lo spagnolo, il problema non è la mancanza di interpreti di livello, quanto piuttosto la gestione di un mercato dove le valutazioni schizzano alle stelle non appena un giovane mostra le proprie potenzialità. In attesa di capire se in futuro ci saranno margini per vedere questi profili sotto la sua guida, Fabregas si concentra sul presente, conscio che per competere con le grandi serve qualcosa in più del semplice apprezzamento tecnico.



