Terremoto Juventus: il faccia a faccia Spalletti-Elkann apre la crisi societaria
Il pesante scossone interno scaturito dal crollo casalingo contro la Fiorentina rischia di ridisegnare non solo gli obiettivi sul campo, ma l’intero organigramma societario della Juventus. La qualificazione alla prossima Champions League è ormai appesa a un filo e il verdetto definitivo arriverà soltanto tra una settimana, in un clima di massima tensione. Nel post-partita, il tecnico Luciano Spalletti ha rotto gli indugi annunciando un imminente e decisivo confronto con il numero uno di Exor, John Elkann. Sebbene tra i due persista un profondo legame di stima reciproca e fiducia umana — rinsaldato da un recente rinnovo contrattuale —, l’allenatore toscano ha ammesso la necessità di un’autocritica profonda per presentare una versione migliore di se stesso e della squadra, allontanando tuttavia le voci di un suo possibile addio immediato alla panchina bianconera.
La dirigenza è a rischio
Se la posizione di Spalletti appare blindata dal feeling con la proprietà, l’eventuale fallimento dell’obiettivo Champions League scatenerà inevitabilmente una rivoluzione ai piani alti della Continassa. Chi rischia maggiormente in questo scenario sono l’amministratore delegato Damien Comolli e il direttore tecnico François Modesto. Per Comolli, arrivato a Torino proprio sotto l’egida di Elkann, si profila un ridimensionamento operativo con un minor raggio d’azione nelle dinamiche di mercato. Destino più incerto invece per Modesto, la cui permanenza è fortemente in bilico: in caso di una sua uscita, le redini delle trattative passerebbero stabilmente nelle mani del direttore sportivo Marco Ottolini, destinato ad assumere anche una veste di “uomo di campo” per supportare l’allenatore nella gestione quotidiana dello spogliatoio.
In questo quadro di forte incertezza dirigenziale, l’unica vera certezza rimane Giorgio Chiellini, la cui poltrona non è minimamente in discussione grazie al solido lavoro politico che svolge come consigliere federale nei rapporti istituzionali con UEFA, FIFA ed ECA. I destini di tutti i protagonisti verranno definiti soltanto dopo il cruciale derby contro il Torino, l’ultima spiaggia per agganciare l’Europa che conta. Una vittoria e una clamorosa qualificazione renderebbero le riflessioni di John Elkann decisamente più morbide; un passo falso nella stracittadina, al contrario, renderebbe impossibile frenare la tentazione di azzerare i quadri tecnici e manageriali, dando il via a una rifondazione totale dalle conseguenze imprevedibili.



