Pareggite cronica, il male oscuro della Signora
Fiorentina-Juventus termina 1-1 al Franchi, un risultato che lascia più contenti i padroni di casa – ancora a secco di vittorie ma con un punto che sa di riscatto – che i bianconeri, incastrati nella loro pareggite cronica. Per la Viola è il secondo consecutivo, ma il morale sale grazie a un super Moise Kean, MVP assoluto con gol e leadership che hanno trascinato la squadra di Vanoli in una battaglia epica contro l’ex. La Juventus, invece, incassa il terzo pareggio di fila dopo Sporting e Torino: solo una vittoria con Spalletti (Cremonese). 11 punti nelle ultime 9 giornate su 27 possibili: numeri da incubo per chi punta al titolo. Il problema? Non è solo sfortuna: è incapacità di chiudere le partite, con troppi errori banali in fase conclusiva. Spalletti lo ammette: “Siamo sotto il livello che dobbiamo esibire, aggrapparci agli episodi è inutile. Facciamo gli stessi errori e raccogliamo gli stessi risultati”. Tudor aveva lo stesso vizio, ma con meno qualità: Spalletti ha la rosa, manca la concretezza.
VAR confuso e Kean eroe viola, la Juve con potenziale inespresso
Il rigore negato a Vlahovic è l’episodio che brucia: trattenuta di Pablo Mari evidente dopo tunnel, Doveri fischia ma VAR (Guida) ribalta per “contatto reciproco”. Il protocollo dice intensità, ma qui è fallo netto: web in rivolta, “VAR dorme”, “Rocchi domani dirà errore”. Spalletti: “Episodi decidono, ma non è scusa”. I cori razzisti “zingaro” a Vlahovic? Doveri minaccia stop, stadio si zittisce: “Non imbruttiamo lo sport”, tuona il mister. Kean MVP viola: gol rabbioso, energia contagiosa, trascina la squadra ultima con 6 punti. Vanoli: “Moise è leader, dedica il pari ai compagni”. Piccoli out per caviglia, Dodô flessori: tegola, ma Kean copre. Juventus con potenziale inespresso: Yildiz spacca schemi ma isolato, Conceição dribbla senza incidere, Openda e David subentrati tardi



