Juventus, l’ennesima mazzata: Gatti ko, operazione al menisco e un mese fermo
Basta un attimo e la stagione della Juventus prende un’altra piega drammatica. Federico Gatti, uno dei pochi punti fermi di questa squadra, è uscito al 55’ di Juventus-Udinese con le mani sul ginocchio sinistro e la faccia di chi sa già che non è una cosa da poco. Diagnosi: lesione al menisco mediale. Operazione nei prossimi giorni, rientro previsto tra 4 e 6 settimane. Tradotto in partite: salta Napoli al Maradona, Pafos in Champions, Bologna, Roma e probabilmente anche le prime del 2026.
Spalletti, che già deve fare i conti con Vlahovic fuori fino a marzo-aprile e Bremer che tornerà solo a metà dicembre, si ritrova con la difesa praticamente in ginocchio. Restano in piedi Kalulu, Kelly e Cabal, con Rugani che dovrebbe rientrare per Natale. Koopmeiners, utilizzato come braccetto nelle ultime uscite, tornerà presto a centrocampo, quindi niente più soluzioni di emergenza. Il passaggio alla difesa a 4, che Spalletti accarezzava da tempo, diventa quasi obbligatorio già dal Maradona.
Gatti non era solo un titolare: era uno dei pochi a garantire fisicità, duelli vinti, gol pesanti (già 3 in stagione) e quella leadership da ragazzo di strada che in questo momento di caos serviva come il pane. Spalletti in conferenza è stato lapidario: «Ha sentito uno scrocchio, è un infortunio serio. Peccato, perché stava giocando alla grande. Ora tocca agli altri, non ci sono più alibi».
Il calendario è spietato: Napoli domenica, Champions martedì, poi Bologna e Roma prima di Natale. Senza Vlahovic davanti e senza Gatti dietro, la Juve rischia di presentarsi al Maradona come una squadra dimezzata.
È il momento più duro della stagione bianconera.
E forse anche il momento in cui si capirà davvero di che pasta è fatta questa squadra.



