La Juventus vince in casa contro il Genoa con le reti di Bremer e McKennie, ma la copertina se l’è presa Michele Di Gregorio che ha parato un rigore decisivo.
Il riscatto di Di Gregorio
Dopo mesi difficili, passati a masticare amaro tra panchina e critiche feroci, il destino ha deciso di restituire tutto a Michele Di Gregorio in un pomeriggio carico di tensione e commozione.
La sua stagione sembrava scivolata nell’ombra, superato nelle gerarchie e costretto a osservare i compagni da spettatore. Ma il calcio sa essere imprevedibile: l’infortunio di Perin sul finire della prima frazione lo ha costretto a sfilarsi la tuta e a riprendersi i pali. Il momento della verità arriva al minuto 75: la Juventus conduce 2-0, ma il Genoa ha l’occasione di riaprire i giochi con un calcio di rigore.
Di Gregorio non si fa trovare impreparato. Con un riflesso da campione neutralizza il tiro di Agustín Martín e, sulla respinta, si supera con un secondo intervento prodigioso che blinda il risultato. Una doppia prodezza che mette al sicuro i tre punti e spegne ogni speranza di rimonta ligure. L’intervento sul rigore di Martin è stati prodigioso, con il portiere bianconero che ha parato un tiro potente e angolato con la mano di richiamo.
L’abbraccio con i compagni e la liberazione dopo mesi da incubo
Il boato dell’Allianz Stadium accompagna una scena che scalda il cuore: l’intera squadra corre a sommergerlo, un abbraccio collettivo che sa di liberazione e riconquista. I compagni lo hanno stretto forte, facendogli sentire tutta la loro vicinanza dopo le settimane più buie.
Il gesto più toccante, però, arriva subito dopo. Michele ha rivolto gli occhi al cielo, dedicando quel momento di gloria al padre Marcello, che lo ha lasciato troppo presto quando era ancora un ragazzino. Non è stata solo una vittoria di campionato, ma il riscatto umano di un professionista che non ha mai smesso di lottare. La Juve vince 2-0, ma la copertina è tutta per lui.



