Le delusioni della gestione Giuntoli
Cristiano Giuntoli non è più il direttore sportivo della Juventus. La scelta di Thiago Motta, naufragata a marzo, ha aperto la crisi, ma le delusioni di mercato hanno pesato di più. I 234 milioni spesi per Koopmeiners, Douglas Luiz e Nico Gonzalez non hanno portato risultati. La goccia finale? La cessione di Dean Huijsen al Bournemouth per 15,2 milioni, con il club inglese che lo ha rivenduto al Real Madrid per 60 milioni. La Juve incasserà solo il 10% sulla plusvalenza, un rimpianto bruciante. Huijsen, 20 anni, nominato per il Golden Boy 2025, ha brillato in Nazionale spagnola, eliminando l’Olanda in Nations League. La vittoria a Venezia, con il rigore di Locatelli, ha salvato la Champions, ma non Giuntoli. Elkann vuole una rivoluzione vera, senza altri errori.
Aspettative disattese
Giuntoli, artefice del terzo scudetto del Napoli, era arrivato a Torino come un messia. Nel 2023, la Juve gli aveva affidato le chiavi del mercato con un contratto quinquennale. La scommessa su Motta, però, si è rivelata un fiasco, costringendo Tudor a intervenire. Gli acquisti di Koopmeiners, Douglas Luiz e Nico Gonzalez, costati una fortuna, non hanno inciso. Huijsen, ceduto troppo presto, è il simbolo di una gestione sbagliata. A Roma, con Mourinho, il difensore olandese-spagnolo aveva mostrato qualità rare, confermate poi al Bournemouth e con la Spagna. “Impacto Huijsen”, titolava Marca, mentre il Real si assicurava un talento da 60 milioni. La Juve, invece, guarda i cocci: solo 1,8 milioni di bonus e una percentuale sulla rivendita. Elkann, furioso, ha perso fiducia. La Champions è un punto di partenza, ma serve un nuovo progetto.
Il caso Huijsen
Il caso Huijsen richiama alla mente errori passati, come Romero. Mourinho lo aveva previsto: “Dean diventerà un grandissimo”. Non a Torino, però. La cessione al Bournemouth, pensata per fare cassa, si è rivelata un boomerang. Il Real Madrid ha colto l’occasione, mentre la Juve affronta una crisi difensiva, con Kelly unico centrale a Venezia. Giuntoli, sotto pressione, ha pagato il prezzo di un mercato poco lungimirante. Elkann, secondo il Corriere dello Sport, vuole un direttore che costruisca una squadra giovane e competitiva, senza svendere talenti. La qualificazione alla Champions, sudata grazie a Locatelli, apre spiragli per il futuro, ma il divorzio da Giuntoli segna un punto di svolta. La Juve deve ripartire: un nuovo ds, forse Conte in panchina, e un mercato oculato sono le priorità. L’estate sarà cruciale per tornare grandi.



