La Juventus continua a mostrare segnali di ripresa sotto la guida di Luciano Spalletti, con una squadra che ha ritrovato slancio e si è rilanciata in corsa per un posto in Champions League. Tuttavia, i numeri diffusi da fonti specializzate come @mathandsport – ripresi nell’ultima puntata di “Elastici” da Stefano Ferrè – evidenziano un tallone d’Achille che rischia di minare i progressi: gli errori individuali che portano a tiri avversari o, peggio, a gol subiti.
Il dato
Secondo i dati più recenti, la Juventus guida (in negativo) la classifica per errori che portano a un tiro avversario, con 24 episodi registrati in stagione. Un primato poco invidiabile, davanti a Lecce (23), Bologna (21), Lazio e Cremonese (entrambe a 20). Questo indicatore misura le disattenzioni, le scelte sbagliate o le perdite di palla che mettono direttamente l’avversario in condizione di calciare verso la porta, spesso senza filtri difensivi efficaci.Ancora più allarmante è il dato sui gol subiti direttamente da errori propri: qui la Juve è nettamente in testa con 9 reti regalate, superando Torino e Cremonese (8 ciascuna), Genoa (7) e Bologna (6). Significa che circa uno su due gol incassati dai bianconeri deriva da un errore individuale, un’anomalia per una squadra storicamente nota per la solidità difensiva.
In cosa deve migliorare la Juventus
Questi numeri fanno impressione perché contrastano con l’andamento generale: la Juventus funziona, crea occasioni, segna con regolarità e ha ritrovato compattezza in diverse partite. Ma proprio quando sembra sul punto di decollare, un regalo individuale vanifica il lavoro collettivo. Episodi recenti – come l’errore di Cambiaso contro la Lazio sul gol di Isaksen, o altri in match precedenti – confermano la tendenza. Una preoccupante sequenza di disattenzioni, posizionamenti errati e palloni persi in zone pericolose. Il messaggio è chiaro: la squadra non è “guarita” del tutto. Spalletti e lo staff tecnico dovranno lavorare intensamente su concentrazione, lucidità nelle transizioni e responsabilità individuale, soprattutto in fase di non possesso. La difesa, pur migliorata rispetto al passato, non può permettersi questi blackout se l’obiettivo è competere ai vertici.Per il bene del progetto, urge una “cura” mirata: maggiore competizione interna, rotazioni intelligenti e forse innesti mirati in estate per alzare il livello di affidabilità. Perché una Juventus che regala così tanto agli avversari rischia di buttare via punti preziosi in un campionato equilibrato. I dati non mentono: la strada per la completezza passa anche da qui.



