Juventus, i conti dell’affare Openda: ecco quanto costa davvero il riscatto dal Lipsia
Il raggiungimento aritmetico della parte sinistra della classifica non ha portato solo sollievo sportivo in casa Juventus, ma ha attivato ufficialmente i termini contrattuali per l’acquisto a titolo definitivo di Lois Openda. Secondo quanto analizzato da Calciomercato.com, l’operazione con il Lipsia si configura come uno degli investimenti più onerosi dell’ultimo periodo, con cifre che peseranno in maniera significativa sui bilanci futuri del club.
La struttura dell’operazione Openda
Il trasferimento di Openda a Torino era stato impostato la scorsa estate sulla base di un prestito oneroso con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni. Per la sola stagione in corso, la Juventus ha già versato nelle casse del club tedesco 3,3 milioni di euro, a cui si aggiungeranno ora i 40,6 milioni necessari per il riscatto del cartellino.
La strategia finanziaria del club prevede che questa cifra venga corrisposta in quattro esercizi, permettendo così di spalmare l’esborso economico. Tuttavia, a queste basi fisse vanno sommati i bonus: 0,8 milioni già previsti per il prestito e altri 1,7 milioni legati a obiettivi sportivi futuri, portando l’esborso totale per il solo cartellino verso una quota vicina ai 45 milioni di euro.
L’impatto a bilancio e lo stipendio
Oltre al costo del trasferimento, l’analisi si sposta sulla sostenibilità dell’ingaggio. Openda ha firmato un contratto a lungo termine, con scadenza al 30 giugno 2030. Lo stipendio dell’attaccante belga si aggira intorno ai 4 milioni di euro netti a stagione, che al lordo (considerando la tassazione italiana) pesano per circa 7,4 milioni di euro l’anno.
Sommando la quota di ammortamento del cartellino e lo stipendio lordo, il costo annuo di Openda per le casse della Juventus sarà di circa 17,55 milioni di euro. Una cifra che, alla luce di un rendimento stagionale fin qui deludente, pone la dirigenza e il tecnico Spalletti davanti a una sfida cruciale: rigenerare un calciatore che, per costi e durata contrattuale, è destinato a essere una colonna (o un peso) del progetto bianconero per i prossimi quattro anni.
Il confronto con il campo
Il paradosso evidenziato dalla fonte è proprio nel tempismo del riscatto: l’obbligo scatta nel momento di minor brillantezza del giocatore. Con soli 2 gol all’attivo e un minutaggio ridotto, la Juventus si ritrova a completare un investimento “top” per un rendimento che, finora, è stato da comparsa. La speranza della Continassa è che la certezza del futuro possa sbloccare psicologicamente il belga, trasformando quello che oggi appare come un azzardo finanziario in un asset tecnico di valore.



