Luciano Spalletti non ha usato giri di parole dopo la vittoria di Pasquetta contro il Genoa. Nonostante i tre punti importanti e il ritorno a un solo punto dal quarto posto, il tecnico della Juventus ha espresso apertamente le sue perplessità sulla squadra, mettendo in evidenza i limiti emersi nella ripresa della partita. Un primo tempo dominato, con gol di Bremer e McKennie e zero occasioni concesse agli avversari, seguito da un secondo tempo di netto calo, con la squadra che si è abbassata troppo e ha rischiato grosso sul rigore (parato da Di Gregorio).
«Sono qui da sei-sette mesi e non sono ancora certo di quello con cui ho a che fare. Non è possibile passare da un primo tempo come quello di stasera a un secondo tempo in questa maniera. Nessuno ha sistemato la situazione e ha dato ordine al gioco», ha detto Spalletti a fine gara. Il tecnico ha respinto con forza l’alibi della stanchezza post-nazionali, ribadendo di aver concesso giorni di riposo proprio per recuperare: «Si sono messi a camminare, a fare solo calci piazzati. Quindi non è così».
Queste dichiarazioni arrivano in un momento delicato, mentre il rinnovo di contratto del tecnico alla Juventus fino al 2028 è praticamente definito e la firma è attesa a brevissimo giro (tra giovedì e venerdì). La dirigenza bianconera ha scelto di proseguire con Spalletti, riconoscendogli il merito di aver dato un’identità alla squadra nonostante le difficoltà, ma le parole del tecnico suonano come un chiaro messaggio: serve una rosa più adatta a competere ad alti livelli, con maggiore continuità e mentalità vincente.



