Nella peggior stagione della Juventus degli ultimi 15 anni, poco o niente si salva. I peggiori flop della Juventus 2025/2026.
Di Gregorio, Bremer, Cabal e Cambiaso: la retroguardia fa acqua
Di Gregorio: 2. Il portiere ex Monza è stato un fattore per la Juventus in questa stagione. Il problema è che lo è stato spesso in negativo. I suoi errori sono stati innumerevoli in questa stagione e spesso hanno compromesso il cammino dei bianconeri. La porta della Juventus è sempre stata difesa da nomi d’alto livello e se i bianconeri vogliono tornare grandi non possono continuare con questo portiere.
Bremer: 4,5. Si sapeva che sarebbe stato un anno di transizione dopo il terribile infortunio della passata stagione. Tuttavia il brasiliano non ha mai dato quelle certezze che aveva dato gli anni precedenti. Bremer quest’anno è apparso spesso insicuro, impacciato e compie numerosi errori di distrazione. Tra i tanti, ci si ricordi dell’errore terribile coontro il Verona nella sfida casalinga pareggiata 1-1 in cui ha regalato a Kieran Bowie la rete che ha mandato in vantaggio gli scaligeri. Mezzo punto in meno per le dichiarazioni in conferenza stampa in cui ha praticamente annunciato l’intenzione di voler essere ceduto con la squadra in piena lotta Champions. Non basta “volere vincere”, il DNA Juve è altro.
Cabal: 4. Incommentabile. Non è da Juve, ma forse non è nemmeno da Serie A
Cambiaso: 3. Il giocatore più irritante di questa Juventus. Dopo le noie di mercato dello scorso anno ha smesso di giocare ed è da un anno e mezzo che fa danni. Svogliato, impreciso e presuntuoso. I suoi errori, come nella sfida d’andata pareggiata con il Lecce, sono spesso costati caro alla Juventus. La cosa che fa arrabbiare è che è forte e l’ha pure dimostrato, semplicemente non si applica. Che la Juventus si liberi di questo giocatore e punti a prendere qualcuno che onori e rispetti la maglia.
Il centrocampo e l’attacco della Juventus sono da rifondare
Koopmeiners: 4. Non c’è più niente da fare con Teun, un obbrobrio calcistico ambulante. Fin dal suo arrivo a Torino il centrocampista olandese non è mai riuscito a incidere. Quest’anno è pure riuscito a peggiorare con una serie di prestazioni imbarazzanti. Un investimento da 60 milioni che ha avuto un impatto catastrofico sugli equilibri della squadra. In due stagioni, 3 allenatori diversi non sono riusciti a capire in che posizione mettere l’olandese che appare depresso e svogliato. Che faccia le valige, la Juventus non è roba per lui.
Adzic: 5. L’acuto iniziale con il gol all’Inter aveva fatto sperare. Poi il buio più totale con delle prestazioni deludenti che l’hanno relegato ai margini delle gerarchie.
Vlahovic: 5,5. Ha segnato più gol di David e Openda nonostante sia stato fuori per ben 5 mesi per infortunio. Tuttavia, il divorzio è stato inevitabile a fronte di uno stipendio dorato e dei tanti mesi in cui è stato out per problemi. Nonostante ciò, ha comunque segnato diverse reti importanti quando chiamato in causa nonostante le noie contrattuali. Ciao Dusa, sicuramente non mancherai.
David: 5. Iniziano le dolenti note. Il canadese era arrivato a Torino con grandi aspettative, ma il rendimento in questa stagione è stato estremamente deludente. Mai incisivo e mai efficace, i momenti positivi di questa stagione in Serie A sono stati davvero pochi. Troppo gol sbagliati in modo imbarazzante e l’incapacità di riuscire a reggere l’urto con le difese italiane. Non solo, è pure riuscito a fare sembrare Vlahovic al rientro dall’infortunio come il salvatore della patria. Tuttavia, il canadese è ancora passabile rispetto ai due nomi che stanno per arrivare.
Zhegrova: 4. Anche peggio dell’ex compagno di squadra al Lille. Il Kosovaro si è fatto un anno intero di vacanza in quel di Torino senza aver praticamente mai giocato. Pagato 20 milioni, non ha praticamente mai messo piede in campo. Male, molto male.
Openda: 2. Il trittico horror degli acquisti estivi comolliani si chiude con la più grande delusione della stagione bianconera. Pagato oltre 50 milioni, il belga è stato un autentico disastro. Relegato costantemente in panchina, quando chiamato in campo è stato un ectoplasma. Bocciato sia da Tudor che da Spalletti, è stato probabilmente uno dei flop più catastrofici della storia della Juventus. Un acquisto folle e sconsiderato senza il benchè minimo senso, un giocatore piccolo e da attacco alla profondità in un campionato fatto da difese basse e difensori rocciosi era destinato al macello.
L’arrivo di Openda risulta ancora più incomprensibile se si pensa che il profilo seguito fino all’ultimo giorno di mercato a cifre simili era stato Kolo Muani, giocatore dalle caratteristiche completamente diverse. Openda è il simbolo del caos dirigenziale e dell’incapacità decisionale che regna in questi anni a Torino. C’è da chiedersi quale algoritmo abbia portato Comolli a Lipsia per prendere questo bidone biblico.
Dirigenza: manca la programmazione
Comolli: 4. Vero, non aveva un compito semplice. Arrivato in corsa la scorsa estate senza DS e con una società allo sbaraglio, il francese non aveva una missione semplice. Tuttavia, Comolli ha delle enormi responsabilità e lui stesso l’ha ammesso. Il dirigente francese ha sbagliato completamente la campagna acquisti: i 50 milioni spesi per Openda e l’acquisto di Zhegrova sono stati una follia totale.
E poi l’inazione di fronte al grido d’aiuto lanciato da Spalletti a Gennaio, con l’imbarazzante trattativa En-Nesyri saltata dopo aver mandato il neo arrivato DS Ottolini a Istanbul C’è poi stata l’imbarazzante gestione della questione allenatore: prima si fa dare picche da Conte e Gasperini, poi va a richiamare Tudor e infine esonera il croato dopo due mesi per prendere Spalletti. E a quanto risulta dalle indiscrezioni degli ultimi giorni, anche il rapporto con Spalletti sembra ormai naufragato. Urgono riflessioni.
Elkann: 0. Il patron di Exor è l’autentico artefice di questo scempio che va in scena a Torino ormai da anni. Il livellamento della Juventus da corazzata europea a squadra di metà classifica porta la sua firma. L’anarchia dirigenziale e l’incapacità di dare una direzione chiara sono diretta conseguenza delle sue scelte (o anche non scelte, come si vede dal suo atteggiamento nella faida Spalletti-Comolli). E non servono a niente le dichiarazioni d’amore e di identità se non si riesce a costruire un progetto decente in 6 anni in cui l’unica cosa portata a casa è stata una Coppa Italia e un terzo posto. E a giudicare dalle disastrose prestazioni della Scuderia Ferrari in Formula 1, è evidente che l’impero Elkann sta sportivamente cadendo a pezzi da ogni lato. Mala tempora occurrunt.



