Nel naufragio bianconero di Istanbul, la prestazione disastrosa di Juan Cabal è stata uno dei punti salienti del match. Per la Juventus il colombiano è stato una calamità naturale, è entrato per sostituire il già ammonito Cambiaso e in un quarto d’ora ha distrutto le speranze di poter tornare dopo anni agli ottavi di Champions. Yilmaz lo ha fatto ammattire sulla destra. L’esterno turco ha fatto quello che ha voluto con il colombiano: lo ha saltato secco in occasione del 2-2, poi lo ha scartato pure in occasione della punizione da cui poi scaturisce il 3-2. L’espulsione finale sigla il definitivo collasso della Juventus, che ne prende poi altri due. La prestazione di Cabal rappresenta al meglio quanto i bianconeri, nonostante alcuni elementi di livello come Yildiz o Locatelli, siano anche pieni di giocatori che non sono da Juventus come il colombiano o il portiere Michele Di Gregorio.
Il disastroso ingresso di Cabal
L’ingresso del colombiano è stato un disastro: ha sbagliato quasi ogni intervento, è rimasto fuori dalla partita per tutta la ripresa. Al 49’ è direttamente responsabile del gol del pareggio turco; al 59’ si fa ammonire; al 67’ rimedia il rosso per un fallo ingenuo. Tre quarti d’ora da dimenticare.Nel frattempo il Galatasaray ha preso il largo: vantaggio al 55’, doppietta di Noa Lang al 74’ (con Lloyd Kelly in ritardo su un altro errore difensivo) e beffa finale all’86’ con Sacha Boey, che ha chiuso i conti sul 5-2.La Juventus ha perso quasi tutti i duelli, ha sofferto sulle palle alte, ha mostrato scarsa convinzione, poca aggressività e un calo fisico evidente.
I cambi dei padroni di casa hanno portato qualità superiore, evidenziando una rosa turca tecnicamente più attrezzata.Il risultato è impietoso: 5-2 che lascia la Juve con un piede e mezzo fuori dalla Champions League. La qualificazione agli ottavi appare ormai compromessa, e il cammino europeo si fa sempre più in salita.È notte fonda per la squadra di Spalletti. Servono risposte immediate, correttivi urgenti e una reazione d’orgoglio nelle prossime partite. Perché continuare così significa rischiare di buttare alle ortiche una stagione


