L’infortunio di Vlahovic e le alternative di Spalletti
La Juventus si trova ad affrontare uno sprint finale ad alta tensione, con la qualificazione in Champions League seriamente a rischio. Con sole sette partite al termine del campionato e un distacco di un punto dal sorprendente Como di Fabregas, i bianconeri devono fare i conti con una situazione complicata. La notizia peggiore riguarda Dusan Vlahovic: il recupero del serbo si è complicato e i tempi si allungano oltre le stime iniziali. Il numero 9 dovrà saltare le sfide contro Atalanta, Bologna e anche Milan, privando Spalletti del suo terminale offensivo principale proprio nel momento più delicato della stagione. Con Vlahovic out, le alternative si riducono e Spalletti deve decidere. Meglio il rientrante Milik o schierare Boga come falso nueve?
Il dilemma della prima punta: l’usato sicuro con Milik o la rivoluzione con Boga falso nueve?
Con Vlahovic fuori dai giochi per il triplo scontro con Atalanta, Bologna e Milan, la Juventus si trova davanti a un bivio identitario. Spalletti deve scegliere tra il ritorno di Arek Milik e l’esperimento intrigante di Jeremie Boga nel ruolo di falso nueve. Da una parte c’è il polacco, che garantisce peso specifico in area e quella struttura fisica necessaria per il gioco aereo; dall’altra c’è l’ivoriano, una carta che potrebbe scardinare le difese avversarie con la velocità, ma che richiederebbe un cambio totale di spartito tattico. Non potendo contare su un centravanti classico in piena forma, Spalletti sta valutando la soluzione Boga” come “falso nove” o riferimento mobile. L’obiettivo è sfruttare l’imprevedibilità e il dribbling dell’ex Atalanta per non dare punti di riferimento alle difese avversarie, cercando di strappare quel quarto posto necessario per evitare il fallimento stagionale.
Il rientro necessario ma rischioso del polacco
La soluzione più naturale porterebbe a Milik, ma i “punti interrogativi” citati dal Corriere dello Sport pesano come macigni. Il polacco rientra da un periodo di inattività e la sua tenuta atletica su novanta minuti è tutta da verificare. Affidarsi a lui significa mantenere un riferimento centrale classico per favorire gli inserimenti dei centrocampisti, ma Spalletti teme che la sua scarsa mobilità attuale possa finire per isolarlo, rendendo la manovra bianconera troppo prevedibile e lenta proprio nel momento in cui serve lo sprint decisivo per superare il Como. Schierare il polacco al rientro dall’infortunio rappresenta un ultima spiaggia piena di incognite.



