Yildiz e il mondiale da incubo
La Turchia di Kenan Yildiz ha già terminato il suo percorso al mondiale dopo le sconfitte contro Paraguay e Australia. Le prestazioni della stella bianconera sono state decisamente sottotono. Già nelle amichevoli di preparazione contro la Turchia, il giocatore non aveva disputato nemmeno un minuto, confermando una condizione precaria. All’esordio nella competizione contro l’Australia era subentrato solo nella ripresa, mentre la chance da titolare concessagli nella sfida contro il Paraguay ha evidenziato un atleta quasi irriconoscibile. Yildiz è apparso spento, poco brillante e incapace di pungere: le sue celebri accelerazioni e l’abilità nel saltare l’uomo sono state un lontano ricordo. Emblematiche sono state le immagini dell’ultima mezz’ora di gioco, in cui il talento della Juventus si è fermato più volte con le mani sulle ginocchia, visibilmente stremato, preferendo sistematicamente lo scarico corto al compagno più vicino piuttosto che tentare l’uno contro uno.
I problemi fisici dietro al calo del Turco
I problemi fisici che stanno condizionando sensibilmente il rendimento e la brillantezza di Kenan Yildiz sono legati principalmente a un infortunio muscolare al polpaccio, a cui si è aggiunta una gestione fisica resa complicata da una tendinopatia con cui il calciatore ha convissuto nell’ultimo periodo della stagione.
Verso la fine di maggio 2026, Yildiz ha accusato un serio fastidio al polpaccio durante un allenamento. Gli esami svolti al J Medical hanno evidenziato una lesione/sotto-lesione che lo ha costretto a uno stop forzato di circa 2-3 settimane, facendogli saltare le amichevoli pre-Mondiale e limitando il suo utilizzo (inizialmente solo a gara in corso) nella fase a gironi dei Mondiali 2026 con la Turchia. Ma il problema al polpaccio è secondario rispetto alla grave tendinopatia che l’ha colpito.
Come emerso dai report medici, prima del blocco definitivo al polpaccio il classe 2005 aveva già “stretto i denti” per diverse settimane a causa di una tendinopatia. Questo sovraccarico ne aveva già minato la brillantezza e l’esplosività nei mesi di aprile e maggio, spiegando il calo di lucidità nell’uno contro uno e il digiuno da gol che durava da fine marzo.
In vista della prossima stagione, la Juventus deve assolutamente cercare di tutelare e proteggere il proprio gioiellino. L’estate sarà cruciale per permettere al turco di recuperare dai problemi fisici e presentarsi al top in vista della nuova stagione.



