Romeo Agresti ha dedicato un ampio approfondimento sul “patto” tra Spalletti e Comolli in vista del mercato estivo.
Juventus, il patto Spalletti-Comolli: 5 colpi e il nodo Vlahovic per lo Scudetto
La Juventus del futuro ha già un architetto e un piano d’azione ben definito. Il rinnovo di Luciano Spalletti fino al 2028, con un ingaggio da 6 milioni di euro a stagione, non è stato solo un atto formale, ma il risultato di un confronto serrato sulle ambizioni del club. L’amministratore delegato Damien Comolli ha confermato la linea della società: la costruzione di una squadra d’élite non dipenderà esclusivamente dal piazzamento Champions. «Il nostro mercato sarà ambizioso, non importa dove finiremo», ha dichiarato il dirigente francese, sottolineando come l’appeal della maglia bianconera resti intatto: «I giocatori con cui stiamo parlando sono interessati a venire alla Juventus non sapendo se saremo in Champions o Europa League».
Il cuore del progetto spallettiano ruota attorno a una richiesta fondamentale, la cosiddetta operazione “5+1”: cinque innesti di spessore internazionale e il rinnovo di Dusan Vlahovic. Spalletti vede nel serbo il perno centrale del suo 4-2-3-1, un attaccante capace di finalizzare l’enorme mole di gioco prodotta. Tuttavia, la trattativa per il prolungamento del bomber vive una fase di stallo, complici anche i recenti problemi fisici. Comolli ha preferito predicare calma, rimandando ogni discorso a giugno: «Per quanto riguarda Dusan parleremo alla fine della stagione, non aspettatevi niente prima di allora, ci sono ancora sei settimane davanti a noi». L’obiettivo è chiaro: convincere Vlahovic della centralità del suo ruolo, nonostante la Juventus stia cercando parallelamente un altro centravanti di peso (con i nomi di Lewandowski e Kolo Muani in cima alla lista) per sostituire un reparto avanzato che non ha convinto pienamente il tecnico.
La lista di mercato
Oltre al nodo centravanti, la lista dei desideri di Spalletti tocca ogni reparto per alzare l’asticella della qualità. In porta si cerca un profilo esperto e abile nell’impostazione dal basso, con il sogno Alisson sullo sfondo. In difesa, la priorità è un centrale di caratura internazionale da affiancare a Bremer e un esterno “jolly” capace di agire su entrambe le fasce.
A centrocampo, invece, si punta al doppio colpo: un equilibratore alla Lobotka e un fantasista dai piedi nobili, con Bernardo Silva che resta il grande sogno proibito per la trequarti. L’idea di fondo è quella di creare un ciclo triennale vincente, come ribadito da Comolli: «Luciano ha avuto un grande impatto… è un ciclo di tre anni a cui stiamo guardando. Avere continuità e stabilità è ciò che stiamo cercando di fare». Dopo anni di transizione, la Torino bianconera sembra finalmente pronta a gettare le basi per tornare a cucirsi lo Scudetto sul petto.



