Terremoto Juventus: il retroscena sulle dimissioni congelate di Giorgio Chiellini
Una profonda spaccatura interna rischia di paralizzare i vertici societari della Juventus proprio all’inizio della nuova stagione. Secondo le rivelazioni diffuse da Stefano Amarezza di You Ventus Tv, l’ex capitano Giorgio Chiellini avrebbe rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni lo scorso giovedì 4 giugno direttamente nelle mani di John Elkann. Il numero uno di Exor, tuttavia, ha deciso per il momento di congelare la decisione, chiedendo al dirigente livornese di prendere tempo.
Questa mossa strategica da parte di Chiellini non rappresenta un addio irrevocabile, bensì un aut aut per pretendere maggiore potere decisionale e una netta definizione dei compiti, ad oggi fortemente limitati dall’accentramento dei poteri nelle mani dell’amministratore delegato Damien Comolli. Anche Alfredo Pedullà ha confermato il clima di forte tensione all’interno del club, parlando di un gelo totale tra il tecnico Luciano Spalletti e lo stesso Chiellini, con l’allenatore che non si sentirebbe sufficientemente tutelato dall’attuale Chief of Football Strategy.
La radice di questa vera e propria guerra civile interna risiede nell’ambiguità con cui la proprietà ha distribuito le deleghe, frammentando la Juventus in correnti contrapposte fin dai tempi dell’addio di Maurizio Sarri nel 2020. Da una parte si trova la fazione legata a Comolli, manager scelto direttamente da Elkann che in passato ha visto bocciate le sue proposte per la panchina come Marco Silva e Raffaele Palladino; dall’altra si posiziona Chiellini, che gode della fiducia del capo ma resta storicamente legato all’ex presidente Andrea Agnelli e al ramo umbertiano della famiglia, con cui condivide persino investimenti in start-up. Questa governance ombra evoca i fantasmi della gestione passata priva del collante di Marotta, un sistema che ha generato instabilità, debiti e squalifiche, e che oggi si riflette in una pericolosa confusione comunicativa e operativa davanti a investitori e tifosi.
I nuovi scenari
L’influenza di Chiellini non va affatto sottovalutata: come riportato anche da Gianluca Di Marzio, l’ex difensore ha avuto l’ultima parola sulle decisioni cruciali della scorsa stagione, dall’allontanamento di Giuntoli fino alla scelta di Spalletti a ottobre. Tuttavia, per il bene della Juventus e per uscire da questa logica del vivere alla giornata, appare evidente la necessità di concentrare il potere in un’unica figura forte a cui dare carta bianca, che sia Comolli, lo stesso Chiellini o un profilo esterno autorevole come Paolo Maldini o Alessandro Del Piero. Solo una scelta definitiva da parte di Elkann sull’anima da dare al club potrà fare chiarezza sulle responsabilità; nel frattempo, l’auspicio è che gli imminenti acquisti di spessore richiesti da Spalletti, come Alexander Sorloth e il Dibu Martinez, possano riportare la serenità necessaria per gettare le fondamenta della squadra sul campo.



