30 secondi di telefonata
L’esonero di Tudor è arrivato perentorio e immediato, con l’allenatore mandato via con una telefonata di 30 secondi senza troppi complimenti. “Non c’è stato bisogno di aprire un’unità di crisi.” apre Tuttosport. Secondo quanto scritto dal giornale, Comolli “ha osservato dalle tribune dell’Olimpico, profondamente insoddisfatto e l’indomani ha agito. È bastata una telefonata secca e perentoria per sancire la fine dell’avventura in bianconero del tecnico croato, senza neanche avere pronta l’alternativa e dando la squadra a Brambilla in attesa dell’accordo con il nuovo tecnico.”
Un esonero che parte da lontano
Un esonero che affonda le sue radici fin dall’estate, quando Comolli si è ritrovato a dover richiamare Tudor dopo i no di Gasperini e Conte. Il traghettatore è così diventato una presenza ingombrant, mal sopportata dal Direttore Generale francese.
“Si sono sopportati più che scelti. Educati – tutto sommato – nei gesti, distanti nei pensieri. Da una parte, il neo direttore generale Damien Comolli, chiamato a ridisegnare da zero la Juventus; dall’altra Igor Tudor, traghettatore ambizioso e ingombrante. Un figlio illegittimo della precedente gestione. Da giugno in poi, hanno vissuto in equilibrio tra tolleranza e rassegnazione, come se entrambi sapessero che prima o poi sarebbe arrivata l’ora del congedo.”
Lo sfogo di Tudor contro i giocatori “Siete senza dignità”
La furia di Tudor è esplosa Domenica sera, esattamente il giorno prima dell’esonero. Tuttosport ha rivelato un retroscena su quanto accaduto nell’intervallo di Lazio – Juventus, con il durissimo scontro con i giocatori.
“Tudor avrebbe rimproverato aspramente i suoi, accusandoli di «non avere dignità». Un episodio che ha reso evidente una frattura ormai profonda: la squadra non lo seguiva più. A quel punto, cambiare era inevitabile. Così si è chiusa l’era Tudor, breve e inquieta. Un passaggio di transizione in un club che, dalle transizioni, sembra non voler più uscire.”


