Gleison Bremer ha ricevuto l’ok definitivo dallo staff medico: rientro in gruppo già da oggi, convocazione praticamente certa per la trasferta di domenica sera al Dall’Ara contro il Bologna. Per la prima volta da ottobre, Luciano Spalletti potrà contare sul suo pilastro difensivo e, soprattutto, avrà la chiave per sbloccare la rivoluzione tattica che aspetta da due mesi: il passaggio alla difesa a quattro.
Contro il Pafos, domani sera all’Allianz (ore 21), si giocherà ancora a tre, con rotazioni pesanti: Szczęsny in porta; Kalulu-Gatti-Danilo la linea difensiva; Cambiaso e Zhegrova (o Conceição) larghi; Locatelli-Thuram-Miretti in mezzo; Yildiz e McKennie alle spalle di Jonathan David, che torna titolare dopo essere stato relegato in panchina a Napoli. Spalletti vuole vedere reazione dopo il disastro del Maradona e, soprattutto, vuole dare minuti a chi finora ha deluso (David su tutti, 0 gol in campionato). Ma è solo un antipasto.
Il piatto forte arriva domenica: Bremer in campo dal 1’, difesa a quattro (probabile Kalulu-Bremer-Danilo-Cambiaso), Koopmeiners riportato finalmente a centrocampo accanto a Locatelli e Miretti, Yildiz trequartista puro. Addio a esperimenti tipo “Yildiz falso nove” o “Koop centrale”: la Juve torna a un assetto “normale”, quello che Spalletti ha sempre usato con successo a Roma, Napoli e in Nazionale. Il rientro di Bremer non è solo un rinforzo numerico: è un cambio di mentalità. Con lui in campo la scorsa stagione la Juve aveva la seconda difesa d’Europa (21 gol subiti in tutto il campionato). Senza di lui, in questi due mesi, ne ha già presi 14 in 15 partite. Il brasiliano porta leadership, senso della posizione, capacità di far salire la squadra di 15-20 metri con un semplice passaggio.


