Il mancato arrivo di Alisson ha fatto infuriare Spalletti e il toscano ha giocato un ruolo chiave nell’allontanamento di Comolli
Juventus, il retroscena di Pedullà: l’ira di Spalletti dietro l’addio di Comolli
La separazione tra la Juventus e Damien Comolli non è stata una decisione improvvisa, bensì l’epilogo inevitabile di una serie di gravi frizioni operative. Come riportato dall’esperto di mercato Alfredo Pedullà, sono stati i ritardi cronici nelle trattative a risultare “devastanti” per la tenuta del rapporto tra il dirigente francese e l’ambiente bianconero. In particolare, è stata la gestione dell’affare Alisson a far esplodere la situazione: un obiettivo dichiarato, su cui lo stesso Luciano Spalletti si era speso in prima persona per convincere il portiere, ma che è sfumato a causa di una strategia societaria che si è rivelata tardiva e inefficace.
Il nodo del contendere non è stata solo la mancata chiusura dell’operazione, ma il metodo utilizzato. Pedullà sottolinea come l’allenatore sia stato lasciato “solo” a gestire le relazioni personali con il calciatore, mentre la dirigenza non riusciva a concretizzare i contatti con il Liverpool nei tempi e nei modi necessari. “Con il Liverpool bisognava muoversi prima, non dopo”: questa è stata la critica mossa internamente alla gestione di Comolli, accusato di aver innescato una serie di inseguimenti affannosi e spesso sterili sul mercato, che hanno finito per minare alla base la credibilità della direzione sportiva agli occhi di Spalletti.
Il punto di non ritorno e l’arrivo di Carnevali
Questo episodio ha rappresentato, di fatto, il momento in cui è “saltato il banco”. La fiducia, elemento indispensabile per la collaborazione tra tecnico e AD, è venuta definitivamente meno, trasformando il rapporto in una convivenza di puro conflitto. Per la Juventus, continuare su questa strada significava compromettere la programmazione della nuova stagione. Con l’ingresso di Giovanni Carnevali, la proprietà punta ora a chiudere definitivamente questo capitolo, cercando di instaurare un metodo di lavoro più rapido e coeso, dove le promesse fatte al tecnico siano supportate da un’operatività dirigenziale precisa, tempestiva e in grado di trasformare gli obiettivi di mercato in realtà concrete.



