Il 12 gennaio 2026, giornata di vigilia del Monday Night contro la Cremonese, la Juventus vive un momento cruciale sul fronte mercato: da un lato l’interesse concreto del Manchester United per Kenan Yildiz, dall’altro la necessità di accelerare per il ritorno di Federico Chiesa dal Liverpool, in un’operazione che potrebbe rappresentare il contrappeso ideale per proteggere il gioiellino turco.
Il 20enne classe 2005, ormai pilastro dell’attacco bianconero sotto Luciano Spalletti con prestazioni da top player (vision, dribbling e gol pesanti), ha attirato l’attenzione dei Red Devils come potenziale erede di Bruno Fernandes in un progetto di rilancio a Old Trafford. Manchester United lo vede come profilo ideale per l’attacco creativo, pronto a investire cifre importanti (si parla di un minimo a tre cifre, oltre i 90-100 milioni di euro) già per l’estate 2026, superando la concorrenza di Chelsea e Arsenal. La Juve, però, considera Yildiz incredibile a queste cifre: il ragazzo è il futuro del club, il meglio pagato tra i giovani e uno dei talenti più bassi in stipendio. Proprio per questo, la dirigenza (Comolli, Chiellini e Ottolini) ha accelerato i negoziati per il rinnovo del contratto (scadenza 2029), puntando a un adeguamento economico intorno ai 6 milioni netti annui più bonus, legandolo al progetto vincente con ambizioni scudetto e Champions.
In questo contesto, il colpo Chiesa assume un valore strategico doppio: non solo rinforzo immediato per l’attacco (vice ideale di Yildiz con imprevedibilità e qualità), ma anche segnale forte al mercato che la Juventus non intende privarsi dei suoi gioielli.



