Xavier Jacobelli ha parlato del rumoroso silenzio di Luciano Spalletti tra mercato, rinnovo e futuro alla Juventus.
Il “rumoroso silenzio” di Spalletti
Come sottolinea Xavier Jacobelli su Tuttosport, l’operazione Spalletti 2028 rappresenta la quinta (e si spera ultima) rivoluzione in panchina dal 2020, anno dell’ultimo scudetto firmato Sarri. Da allora, i tifosi bianconeri hanno festeggiato solo la Coppa Italia 2024 sotto Allegri. Spalletti, insediatosi il 30 ottobre 2025, ha lavorato con continuità fino al “febbraio nero”: eliminazione in Coppa Italia a Bergamo, sorpasso di Gasperini e soprattutto gli “obbrobri” arbitrali che hanno segnato Inter-Juve e Juve-Galatasaray. Proprio in quelle sconfitte immeritate – contro la capolista nerazzurra e contro il Galatasaray di Osimhen – Spalletti ha dimostrato di essere l’uomo giusto al momento giusto.
Luciano Spalletti continua a scegliere il silenzio, e lo fa con una determinazione che dice più di mille parole. Come già accaduto alla vigilia di Inter-Juve e dopo l’eliminazione contro il Galatasaray, anche in prossimità dello scontro diretto con la Roma (1 marzo 2026) il tecnico toscano ha evitato ogni agone dialettico. Non è un bel tacer, ma una scelta precisa: non ha bisogno di ribadire a ogni piè sospinto quanto abbia trasformato la Juventus in soli quattro mesi.
Il segnale di Luciano
La Juve ha lanciato un segnale fortissimo: in 10 uomini per oltre 80 minuti, ha segnato tre gol (Locatelli su rigore, Gatti e McKennie), ha trascinato i turchi ai supplementari e si è arresa solo alla fine. Un’impresa eroica, non esagerata né sproporzionata: rimontare un 5-2 di Istanbul con un uomo in meno e un arbitraggio devastante (l’espulsione di Kelly decisa da Pinheiro e dal VAR, definita “impresentabile” da Jacobelli) è roba da applausi.E i tifosi lo hanno capito.
Lo scroscio di applausi allo Stadium al 119′, quando Yilmaz ha chiuso i conti, non era di rassegnazione ma di riconoscimento: la squadra ha dato tutto, ha mostrato grinta (Locatelli), emozione (le lacrime di Thuram), carica agonistica e un’identità ritrovata. Parole profetiche quelle di Alessandro Del Piero: “Nonostante l’uscita dalla Champions, la Juve ha lanciato un bel segnale: questa è, deve essere la squadra che la sua gente desidera vedere sempre in campo”.
Spalletti lo sa. I suoi silenzi sono eloquenti proprio perché sa che a parlare deve essere il campo. Stasera all’Olimpico contro la Roma – rivale diretta per la zona Champions – la squadra riparte dai tifosi, da quell’applauso che ha suggellato l’orgoglio bianconero. Il rinnovo fino al 2028 è sempre più vicino, il progetto prende forma: una Juve solida, vincente, orgogliosa di indossare la maglia.Che il campo parli, e che Luciano non se lo lasci scappare. La strada per la ripartenza passa da Roma. #Juventus #RomaJuve #fblifestyles



